Triggiano, i Cugini di Campagna e quella strana carezza al cuore

Lasciatemi passare l’idea, ma le carezze al cuore esistono per davvero. A provocare quel tocco magico e gentile talvolta e’ la musica. Non quella che ti stordisce e ti annienta, non quella gridata e sguaiata, neanche quella che deve necessariamente essere considerata colta e intellettuale o inno di denuncia del disagio sociale. Si puo’ anche non capire un cazzo di note musicali, di ottave e del linguaggio degli strumenti. Ma quel che piu’ conta e che ha piu’ valore e’ la musica che riesce a toccare con grande delicatezza le corde dell’anima e che sposta le lancette dell’orologio di qualche decennio facendoti tornare adolescente, ripercorrendo in un viaggio all’indietro i momenti della tua vita e i ricordi,  i sentimenti, gli amori, le passioni e le delusioni. Tutto si srotola come il nastro di una pellicola,  fino ad arrivare al principio  mentre scivolano via in quel turbinio di emozioni sempre piu’ vivide le immagini rimaste sbiadite che negli anni hanno perso corpo e forma, riposte negli scaffali della memoria e molto spesso dimenticate ma mai rinnegate. E’ questa l’armonia che, in barba a quanti sorrideranno o criticheranno, ha colmato il vuoto assoluto di una piazza non luogo, rievocando tutto quello che per la nostra generazione era piu’ educato e gentile. Si’ gentile, costruito di gesti e timidezze, dei primi approcci, di tenerezza e di inconfessabili segreti, di amori vissuti e di altri soltanto immaginati, di carezze vere e delle tante solo semplicemente sognate, di sguardi e di sorrisi, di sogni e di speranze, e soprattutto di un grande senso del pudore. Artefici di questa irripetibile alchimia  i Cugini di Campagna in un concerto dell’Estate Triggianese che per molti non e’ stato semplicemente tale, ma molto di piu’, se non quasi una riconciliazione con se stessi e con il proprio passato nel segno di puro e semplice amore attraverso una piccola carezza al cuore. 

Annunci