Dattoli, ex dirigente chiede danno erariale per oltre mezzo milione al Policlinico

In attesa che il presidente della Giunta regionale Emiliano convinca il Rettore dell’Università di Foggia e i politici di Capitanata che Vitangelo Dattoli alla direzione degli Ospedali Riuniti di Foggia sia il profilo professionale più competente in termini di esperienza e di capacità, c’è chi non la pensa allo stesso modo e a poche ore dal commissariamento del Policlinico di Bari da parte di Ruscitti, legato mani e piedi agli ambienti ecclesiastici e a quelli di Comunione e Liberazione, riapre il fascicolo per scrivere una lettera ai magistrati della Corte dei Conti e per ricordare  che sulle scrivanie dei giudici contabili dello Stato, da qualche tempo giacciono gli atti di una controversa storiella che prende origine dal lontano 2009 ma che avrebbe prodotto, per presunto eccesso di potere, un danno erariale di circa 600mila euro oltre alle parcelle pagate dal soccombente agli avvocati. Sono soldi dei contribuenti e dei pazienti in lista d’attesa, elargiti dall’azienda ospedaliera consorziale governata da Dattoli ad un  impiegato di Innova Puglia SpA, legato mani e piedi per familiarita’ e vicinanza al gruppo socialista che ha gestito Bari negli anni ’80, gli anni durante i quali in tanti sul comodino ci mettevano la foto di Bettino Craxi. Dattoli compreso.

Il pensionato esautorato

Il pensionato in questione, dopo anni di lavoro al Policlinico di Bari come dirigente del centro elaborazione dati, è l’autore del sollecito. Pervicacemente convinto, il ragioniere, che nei suoi confronti, quando era ancora in servizio, sia stato commesso un abuso, estromesso dal proprio ruolo e dalle proprie funzioni attraverso una delibera risalente al 2009 nella quale il Policlinico di Bari in ragione di una convenzione farlocca con Innova Puglia spa, società in house della Regione, trova il modo di piazzare un suo uomo ai vertici del dipartimento informatico, compensandolo con uno stipendio di circa 104 mila euro lordi l’anno. La motivazione addotta dalla direzione generale del Policlinico era semplicemente quella che all’interno dell’organico non esisteva una figura altamente specializzata e dunque si doveva far ricorso ad un professionista esterno che facesse funzionare meglio i computer. Guardacaso però la scelta non ricade su un giovane ingegnere informatico,  una eccellenza nel campo dell’hardware e del software,  con alle spalle magari anche uno stage a Silicon Valley, ma sul marito di Daniela Mazzucca, ex sindaca socialista di Bari, conoscente di vecchia data di Dattoli, dell’ex senatore Alberto Tedesco, del defunto De Lucia e del vivente Decaro. Le particolari competenze dell’incaricato a insindacabile giudizio del direttore generale lo pongono fin dal primo giorno di lavoro al vertice dei livelli dirigenziali, in barba a quanto scritto sulla pianta organica del Policlinico barese ove quella figura non esiste da nessuna parte. A questo punto si perfeziona l’uscita di scena  del ragioniere, esautorato dalla presenza di una figura gemella chiamata a fare le stesse cose, ma a capo di una unita’ operativa che da semplice diventa magicamente complessa, aspetto non da poco in termini di retribuzione a scapito del ragioniere che oltre a vedersi sfilare il ruolo, in busta paga prende molto meno.

Il ricorso al Presidente della Repubblica

La vicenda va avanti fino a quando, sempre il ragioniere, promuove ricorso al Presidente della Repubblica. E lo fa dopo che sono andati in prescrizione i termini per impugnare il provvedimento davanti al Tar che il professionista non presenta adulato dalle continue e bugiarde rassicurazioni di una soluzione per lui più congeniale e di delibere fantasma. Nel frattempo il nostro informatico di Innova Puglia  SpA ha già incassato i suoi stipendi e tutti possono brindare. Tranne il nostro ragioniere che non crede ai suoi occhi quando gli notificano, a distanza di qualche anno, che il suo ricorso e’ stato accolto attraverso un pronunciamento preliminare del Consiglio di Stato. La legge a quel punto è dalla sua parte, nel provvedimento si fa notare a Dattoli che ha stravolto una disposizione che consente il trasferimento di dipendenti della pubblica amministrazione presso altre amministrazioni dello Stato o imprese private.

La Cassazione dà torto a Dattoli

Il direttore generale del Policlinico da bravo tennista qual è utilizza quella norma al rovescio, ovvero un privato assegnato con incarico ad una struttura pubblica. Un sistema che consente di non fare concorsi ma di metterci dentro chiunque bypassando curriculum, specializzazioni e titoli tra i quali la laurea che per quel profilo e quella fascia dirigenziale sarebbe un requisito indispensabile. Ma il nostro direttore generale e’ convinto di ciò che fa a prescindere. Spendendo ancora una volta denaro pubblico, produce ricorso in Cassazione che a sezioni riunite gli da’ per l’ultima volta definitivamente torto trasmettendo gli atti alla Corte dei Conti per le risultanze del caso. Che devono ancora arrivare, sebbene con enorme lentezza.

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