L’assassino di Noemi sorride e sfida la gente che tenta di linciarlo

Ha rischiato il linciaggio il 17enne reo confesso dell’omicidio della sedicenne Noemi Durini quando, poco dopo la mezzanotte è uscito dalla sede della stazione carabinieri di Specchia dove è stato ascoltato per molte ore alla presenza del proprio difensore e del procuratore capo del tribunale dei minori Maria Cristina Rizzo. All’uscita il giovane si è reso protagonista di atteggiamenti irriguardosi e di sfida alzando la mano destra in segno di saluto alla gente che gli fischiava contro e lo apostrofava. Ad attenderlo c’erano oltre un migliaio di persone, soprattutto giovani, che si erano radunate in via Giovanni XXIII, dove ha sede la stazione dei carabinieri. Il 17enne col cappuccio della felpa sulla testa, ha sorriso, sfidando la gente e provocando la reazione dei presenti che hanno tentato di raggiungerlo e di aggredirlo nonostante il cordone di sicurezza dei carabinieri. Il giovane è stato fatto salire a fatica su un mezzo dei carabinieri ed è stato poi condotto in carcere. Noemi  – secondo la versione fornita dal giovane – sarebbe stata uccisa  con un coltello  la stessa mattina della scomparsa, il 3 settembre scorso: il corpo è stato ritrovato nelle campagne di Castrignano del Capo, nascosto sotto una catasta di sassi. Ad indicare il luogo è stato proprio il suo assassino, un ragazzo di indole violenta sottoposto in passato a tre TSO. Il corpo di Noemi è stato occultato in fretta, dalle pietre infatti spuntavano i piedi della vittima. Trovate anche vicino al luogo del ritrovamento tracce di sangue e segni di trascinamento del corpo per due-tre metri. Una tragedia forse annunciata: l’ultimo post su Facebook di Noemi fa venire i brividi. “Non è amore se ti fa male. Non è amore – è scritto – se ti controlla. Non è amore se ti fa paura di essere ciò che sei. Non è amore, se ti picchia”.

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