Adolf si ritira ? Si, no, forse. Il Policlinico allerta il 118

In attesa della kermesse elettorale e della presentazione ufficiale del “Donatellum” con simboli e liste al seguito, nel Partito democratico triggianese si tenta di riprendere il bandolo di una matassa parecchio aggrovigliata. Il prossimo incontro in programma in settimana, forse uno degli ultimi, avrà come scopo quello di parare il colpo della transumanza di consiglieri comunali e componenti del direttivo sezionale verso il Donatellum e cominciare a mettere gli argini ad un fiume in piena. Una vera e propria emorragia di voti che rischia di ridimensionare il peso politico del Pd locale. Il segretario Stefano Campobasso ha chiamato a raccolta i fedeli “per sempre” chiamati ad esprimersi sulla candidatura del giovane Adolf come unica esistente al momento sulla piazza dei Dem triggianesi, oppure individuare strade alternative possibilmente con i partner della coalizione. Ci siamo chiesti chi sono. Sulla carta la lista del Cactus orfana del capogruppo migrato verso altri lidi e Sinistra Ecologia e Libertà che sui tavoli provinciali è in gemellaggio con i democratici. Diversamente da Triggiano dove i sellini in bicicletta guidati da Cassano sono in procinto di dar vita ad una civica che completerà il caleidoscopio del Donatellum e che prendendo spunto forse dalla biciclette si chiamerà “siamo più veloci di Adolf”. Ci sono poi gli ex Api confluiti nel Pd, tra questi l’assessore alla skultura Caringella in odore di candidatura (sarebbe la terza consecutiva e forse quella buona, per la serie repetita juvant a se stesso). Il grosso punto interrogativo riguarda proprio il giovane Adolf e la sua candidatura a sindaco, l’unica sul piatto. Niente di ufficiale ripete il segretario Campobasso, se non una dichiarata disponibilità. Ma al contrario tutto sotto traccia: incontri, riunioni, avvicinamenti, telefonate. Una bella idea di politica fatta alla luce del sole per ripensare Triggiano, secondo la filosofia schiraldiana. Non si esclude l’ipotesi di un colpo di scena: e cioè che alla luce degli ultimi avvenimenti Adolf venga democraticamente “scaricato”, indotto cioè ad abbandonare il campo diventato un pantano e che convinca lo stesso Dattoli a dileguarsi per giocare altre partite su altri tavoli. E che al suo posto esca l’ultimo coniglio dal cilindro. Il percorso attuale, visto come si stanno mettendo le cose, è troppo accidentato e i bookmakers locali che hanno fra le mani i tabulati dei nuclei familiari danno il Donatellum vincente al 65 per cento. I piddini che sembrano intorpiditi dopo la botta, attribuiscono a Donatelli la responsabilità di non aver aperto un confronto all’interno del partito, e che l’azione dei tre consiglieri protagonisti della coalizione civica sia stata determinata da una precisa volontà di staccare la spina e andare verso altre mete. La stessa trimurti composta, lo ricordiamo, da Schino-Delmedico-Milillo è quella, secondo il Pd, che si è sempre posta di traverso, condizionando le decisioni all’interno della maggioranza in maniera contraddittoria e poco trasparente. In grado dunque di dettare legge e fare il bello o il cattivo tempo, a seconda degli umori o degli appetiti. Resta inteso che il boccino passa ora nelle mani del Pd che dovrà coprire le grosse falle. Ma ad arricchire il quadro di una crisi politico-amministrativa di fatto, a quattro mesi dal “rompete le righe”, interviene la richiesta dei consiglieri del Donatellum insieme con i sottoscrittori della diffida al Sinnico, i quali hanno chiesto formalmente la convocazione del consiglio comunale nel corso del quale si assisterà con buona probabilità al lancio degli stracci e alle operazioni di imbalsamatura del Sinnico Vincent Coppola, ormai definitivamente fuori dai giochi.

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