Caro Adolfo ti scrivo …

Caro Adolfo ti scrivo, così mi distraggo un po’ a meno di 48 ore dall’apertura delle urne. Ma qualcosa da dirti ce l’ho anch’io. Sono consapevole che questa tua campagna elettorale non sia stata poi così esaltante e pregna di contenuti. Sarai d’accordo con me. Ma se tu dovessi diventare sindaco di questa città, potrai sempre dire che hai avuto la stampa e i media che hanno remato contro,  e dunque che hai combattuto e la gente ti ha dato ragione. Per la verità anche i tuoi stessi amici di partito, e mi riferisco ai parlamentari democratici, da queste parti non si sono fatti vedere, mentre altrove sono andati a sostenere i loro candidati. Il presidente della Regione Michele Emiliano, da buon magistrato, ha preferito rimanere fuori dalla mischia e dalle polemiche originate dalla tua candidatura, perché tu sei imputato in un processo sulla sanità regionale. Forse qualcuno temeva per la propria immagine, e la tua, se mi consenti, appare oggi un po’ sbiadita. Sai di non essere una “mammoletta” della politica locale, con tutti gli anni di esperienza che hai sulle spalle, hai governato questo paese fino all’altro ieri. I risultati, a giudicare da ciò che è sotto i nostri occhi, non sono poi un granchè, visto che il tuo slogan è stato “Triggiano prende forma”.  Dunque, caro Adolfo, tu pensi di ricostruire sulle macerie che tu stesso hai contribuito a creare. Stai tranquillo però, perché le barchette e gli aeroplanini di carta, quelli sì sono stati molto suggestivi, nell’immaginario collettivo, sono stati gli unici elementi a dare concretezza ai tuoi propositi costruttivi. Ma solo sulla carta. Posso però aggiungere che le tue parole e quel “sia chiaro” ridondante,  ha reso le tue parole e le tue idee, molto meno chiare. La tua immagine esce indebolita, come cinque anni fa, sulla base di un principio fondamentale che scaturisce dalla tua posizione e dalla incompatibilità nel proporti  davanti all’elettorato, come innovatore e con un grosso peso sulle spalle. Hai ignorato l’etica, caro Adolfo, che avresti potuto dignitosamente salvaguardare, ha prevalso invece la famelica e perseverante voglia terrena di fare il sindaco di Triggiano. A tutti i costi. Consentimi però,  a poche ore dal voto, che io come tanti comuni mortali, ti rivolga delle domande lecite: dove sei stato in questi cinque anni e cosa hai fatto nel frattempo ? Hai costruito solo barchette ? Qual è stato da veterano della politica il tuo ruolo nel direttivo del Pd quando si decideva ad esempio di approvare la collocazione del Centro Raccolta Rifiuti che tu oggi vuoi bloccare alzando la semplice manina ? Cosa facevate voi tutti, nessuno escluso, quando assistevate all’inesorabile declino di questo paese ? Ti sei mai posto il problema che le linee programmatiche dell’amministrazione uscente sono state in massima parte disattese ? E perché mai qualcuno dovrebbe credere al cambiamento quando ti si vede immortalato con personaggi che della politica si sono serviti per la loro carriera professionale ?  Qualcuno dei tuoi servi sciocchi ha scritto in queste ore che dovremmo provare per credere. Come se tu fossi un bene di consumo o un elettrodomestico con la garanzia soddisfatti e rimborsati. Il problema è che dopo 15 giorni, io non ti posso sostituire a Mediaworld, ma ti devo sopportare per cinque anni. Sono domande alle quali nel tuo comizio di chiusura dovresti dare risposte precise, senza guardare il cielo e le nuvole che prendono forma e parlare di un paese che tutti vorrebbero ma che come sempre è all’anno zero. Credo che tu debba dare risposte sul tuo matrimonio con il partito della Maurodinoia che cinque anni fa avete demonizzato per presunto voto di scambio e per pratiche elettorali ai limiti del consentito. E dovresti anche spiegare come mai in una lista della tua coalizione abbiamo anche un condannato. Il problema è sempre quello della doppia morale, e di una doppiezza che non fa il paio con la coerenza. Credo che i triggianesi dovrebbero sapere chi sei Adolfo, e cosa hai rappresentato per la classe politica locale. Sì è vero, da assessore all’urbanistica hai concesso  i lotti alle cooperative edilizie, hai consentito la realizzazione di nuovi alloggi. Poi andiamo a vedere i danni prodotti in termini economici che il Comune e di riflesso la collettività ha dovuto sostenere in termini di contenziosi. Vedi, caro Adolfo, il fatto stesso che tu abbia fatto riferimento all’urbanistica e quindi al dio mattone, la dice molto lunga sull’idea che hai realmente di Triggiano. E credo che i triggianesi debbano sapere che in oltre un ventennio hai ricoperto incarichi assessorili e istituzionali come presidente del Consiglio nella legislatura Cassano. Comprendo che in queste ore di campagna elettorale giunta alle ultime battute il clima sia surriscaldato, ma evitaci fraternamente di dirci che la tua opera sarà in continuità con quanto fatto in passato. Su un concetto di questo genere io mi vergognerei per te.

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