Chiude l’Ospedale Fallacara, olè !

Alla fine ci sono riusciti. Il glorioso Ospedale Fallacara, secondo il piano “Lacrime & Sangue” di riordino della rete ospedaliera regionale presentato ieri in Commissione sanità alla Regione Puglia, chiuderà i battenti per sempre. Non ancora molto chiari i dettagli che saranno resi noti in maniera più concreta entro il 29 febbraio, data in cui il piano elaborato dalla Regione di Michele Emiliano dovrà essere ufficialmente presentato. Il nosocomio cittadino che un tempo accoglieva circa 450 pazienti in reparti specialistici, scomparirà per sempre forse trasformato in un grande poliambulatorio territoriale. Diversamente di una struttura di questo genere non sapremmo che utilità trovare, se non il trasferimento di uffici comunali con uno scambio tra Asl e Comune oppure di un nuovo penitenziario attraverso un accordo con il Ministero di Grazia e Giustizia. Una fine ingloriosa per una struttura ospedaliera fortemente voluta da suor Francesca Fallacara, che rappresentava, forse l’unico fiore all’occhiello del paese e che ha visto progressivamente il suo declino sin da quando nei primi anni ‘80 la politica ha cominciato a metterci le mani sopra, diventando materia di spartizione e di lottizzazione dei comitati affaristici, passando in prima battuta sotto la gestione delle Saub, poi delle Usl e per finire alle Asl. I nostri politici locali non sono riusciti a difendere nulla non avendo in Regione nessuno che difendesse il Fallacara. Trasformato nel giro di pochi anni in un ospedale con reparti di lungodegenza per anziani, e di infettivi attraverso il famoso progetto di realizzazione di un padiglione per il trattamento dell’Aids. Oggi la politica ci restituisce anche un nuovo padiglione ospedaliero inaugurato alcuni anni fa da Fitto, che ha visto la posa della prima pietra esattamente venti anni or sono. Ma che oggi non serve più a nulla, smembrato di reparti e svuotato da quelli che erano considerati una volta i settori d’eccellenza del nosocomio. La mappa delle chiusure non si presta ad alcun commento, poiché in tutta la Puglia il piano redatto da Gorgoni prevede la chiusura di 9 strutture ospedaliere. In provincia di Bari a chiudere i battenti secondo le notizie riportate dalla stampa, saranno i nosocomi di Triggiano e di Terlizzi. Eppure nella totale irrazionalità siamo riusciti a spendere soldi per la realizzazione di un asse viario, quello a nord del paese, con l’ultimo tratto trionfalmente inaugurato qualche mese fa da Vincent Coppola, finanziato con i soldi destinati alla sanità, il cui obiettivo primario era quello di realizzare una infrastruttura che garantisse collegamenti più rapidi con il Giovanni XXIII e il Di Venere di Carbonara. Se scompare il Fallacara di Triggiano molti si chiedono che fine faranno i medici e tutto il personale che ci lavora compresi i pochissimi reparti rimasti in piedi con pochi posti letto come l’oculistica nella quale lavora il nostro primo cittadino. Ebbene, allora ci viene il sospetto a menodi smentita, che tutta l’operazione politica condotta in questi giorni con un nuovo assetto della maggioranza e una nuova composizione della Giunta, trovi una sua ragion d’essere a scopi prettamente personali.

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