Comunali a Triggiano tra uccellacci, uccellini e avvoltoi

La sintesi della politica triggianese, e di come vanno male le cose da un quinquennio a questa parte, la si vivra’ con intensa enfasi nella due giorni che gloriosamente ci aspetta. Nelle prossime ore nella sala monster del Comune ci attende l’incoronazione ufficiale del Donatellum. A seguire il giorno dopo la celebrazione dei defunti in consiglio comunale che si accompagnera’ delle note drammaturgiche e barocche, con la consumazione ufficiale della baruffa tutta interna alla maggioranza di centrosinistra, delle dichiarazioni dei sette consiglieri versus il Sinnico e di qualche stormo di di uccellacci e uccellini pronti a svolazzare da un trespolo all’altro. Chi pensava che per Vincent Coppola fosse giunta l’ora del desio, e’ stato costretto a ricredersi poiche’ Triggiano non offre mai, dal punto di vista politico, spunti di orgoglio. Fra capre e conigli, e chi stenta a collegare il soggetto col predicato verbale e il complemento oggetto, anche il tentato sabotaggio di mandare a casa con anticipo il primo cittadino e’ stato neutralizzato non per acume ma per calcolo da salumiere. Il tavolo del centrosinistra riunitosi l’altro giorno, del quale abbiamo dato ampia notizia, ci sembra un tavolo virtuale, che sulla carta disporrebbe di elevato potenziale bellico. Cosi’ non e’ perche’ gli epigoni della politica si son dati appuntamento senza contare un chilo di ceci e per celebrare il fraseggio del nulla attorno alla candidatura del giovane Adolf, peraltro gia’ autoritariamente imposta. A quel tavolo, ed e’ questo l’aspetto piu’ suggestivo, se non addirittura tragico nella sua infinita miseria, sedeva chi cinque anni fa comprava preferenze facendo mercanzia di voti promettendo posti di lavoro e occupando i seggi con gli uomini di don Rodrigo. Ora ci rendiamo conto che la politica e’ un fenomeno reversibile, soggetta a transizioni e transazioni, talvolta anche di denaro e disvalori, ma la dignita’ e’ materia rara che nella fattispecie non appartiene a questinsoggetti. Purtroppo annotiamo che si riesce ad essere molto seri anche quando si raccontano immense castronerie. Su quel tavolo sedevano rappresentanti di partiti che non esistono a Triggiano, e rappresentanti che rappresentavano se stessi in forma di logo o marchio che dir si voglia. Ma c’erano anche vecchi bacucchi dall’ego ormai alterato e i soliti noti che dopo cinque anni, dopo essersi sottoposti a plastica facciale doppia, la parte di sopra e quella di sotto, si riaffacciano sulla piazza canticchiando un refrain diventato ormai stucchevole. Insomma una catarsi poco aristotelica nel vano tentativo di dare materia a cio’ che a Triggiano non esiste. Ma si sa che in questa societa’ i modelli mediatici, cio’ che appare e non cio’ che si e’, sono quelli che funzionano meglio. E dunque il truffatore diventa persona di rango dotata di grandi capacita’ politiche, il professore dalle spalle curve diventato ordinario dopo anni di precariato, e’ e sara’ un perfetto coglione, la prostituta e’ una contessa di rango. Punti di vista, ma per chiudere la parentesi del tavolo orfano di quelli piu’ a sinistra, si dovra’ in breve trovare una ragione del ritrovarsi insieme lanciando il giovane Adolf in una campagna elettorale, per la verita’ gia’ cominciata, dove lo stesso candidato dovra’ far sintesi di una commistione imbarazzante che rasenta il vergognoso accrocchio composto anche da bocche notoriamente fameliche. Tornando dunque al nostro consiglio comunale, con certezza si porra’ il sigillo ufficiale alla fronda di consiglieri migrati nel Donatellum che a ben vedere rappresenta una sorta di Eldorado per nuovi o vecchi cercatori d’oro. I tre consiglieri scafisti non se ne abbiano, ma il mio consiglio e’ quello di autorottamarsi se credono in un progetto civico di rinnovamento, recidendo in modo definitivo i legami con padroni e padrini. Ovvio che non raccoglieranno il suggerimento, ma e’ altrettanto vero che la loro lunghissima militanza ora da una parte e ora dall’altra non certifica il Donatellum secondo il suo principio ispiratore, prestandosi ad una simmetria imbarazzante rispetto a quelli che stanno dall’altra parte della barricata. La liturgia della seduta consiliare offrira’ spunti polemici, forse volera’ qualche straccetto, si rintuzzerrano reciprocamente gli ex amici una volta amici, ma di certo ancora una volta la commedia rubera’ la scena all’apatica smorfia di un primo cittadino che deve mandare in porto il bilancio e che sul bilancio chiedera’ il supporto di uccellacci e uccellini, cedendo magari al ricatto politico di qualche avvoltoio pronto a svolazzare per le stanze del Municipio cosi’ come ha fatto in stanze e salotti un po’ piu’ grandi e provinciali.

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