Comunali: Sud al Centro, non prendetevela con la Maurodinoia

Al di là di come la si possa pensare, superando le barriere ideologiche che caratterizzano tutte le campagne elettorali, quella di Triggiano sarà una competizione molto interessante, al netto delle polemiche che possono incrociare le coalizioni e i partiti coinvolti e dunque i principali attori del confronto politico. Che si svolgerà su due piani, marginalizzando compagini che cercano di conquistare il diritto d’autore, ma che resteranno sempre ai bordi del campo di gioco rispetto ai due principali schieramenti, uno dei quali è la filiazione diretta dell’altro ma con una estensione trasversale, non collocabile all’interno di un’area politica ben precisa. Diversamente l’altro che ha il suo principale asse, e non forza motrice, nel partito democratico, e del quale si attende di conoscere la sua consistenza in termini di liste. Appena undici giorni ci separano dalla presentazione ufficiale delle candidature. Il tempo per scambiarsi le figurine dei calciatori sta per scadere e il mosaico sarà al più presto al completo. In questo gioco di società trovo forti parallelismi con il calcio mercato: ci sono i procuratori, ci sono i calciatori dati in prestito ad altre “società”, ci sono quelli che possono essere riscattati, ci sono calze e mezze calzette, ma ci sono anche i bomber titolari che possono fare la differenza, e non mancano quelli che si apprestano ad appendere le scarpette al chiodo. Oltre il “sentiment” della gente comune che sarà tappezzata dai santini, il terreno di scontro sul quale si dovrebbe giocare la partita è quello dei programmi dei candidati sindaci e quello delle facce che partecipano alla competizione. Un auspicio che penso possa trovare condivisione “bipartisan” è che accada ciò che non è mai accaduto, ovvero la quasi totale rigenerazione della classe politico amministrativa e una più incisiva presenza di donne nell’assise consiliare. Già questo sarebbe un forte segnale di maturità dell’elettorato spesso fortemente condizionato dal rapporto diretto col candidato per ragioni che con la politica non hanno nulla a che fare ma che diventano elemento determinante. L’animosità che caratterizza queste giornate con iniziative di carattere ecologico e ambientale, ma soprattutto l’attivismo frenetico di queste ore dell’amministrazione uscente che sta sistemando il legno infracidito dei portoni della casa comunale, o delle giostrine nuove di zecca, oppure delle telecamere che proprio in questi giorni funzionano a dovere e infine la presentazione del famoso marchio De.Co, sono delle coincidenze che non devono distrarre l’elettore da problemi più ampi e più radicati in un territorio dove, e lo abbiamo dimostrato, il programma elettorale di cinque anni fa ha mancato gli obiettivi principali. In alcuni casi si rasenta il patetico, poiché andiamo a pulire la nostra “Marina” scimmiottando altri movimenti politici, ma potremmo riempire vagonate di rifiuti disseminati nelle campagne a pochi passi da casa nostra. Abbiamo una nascente isola ecologica, contestata dagli abitanti della zona, e c’è chi con una  piroetta ammette di questi tempi che forse è il caso di rivedere la questione. Ma stiamo parlando della stessa parte politica che con una semplice imbiancata alle pareti ritiene di dipingere anche la coscienza. E’ un po’ come il gioco del rinnegare il passato, somministrare oppio al popolo perché il futuro sarà diverso. Si chiude un capitolo per aprirne uno nuovo. E sul capitolo nuovo vorremmo soffermarci per capire di che pasta è fatta questo tipo di politica, ma soprattutto per spezzare una lancia in favore di Anita Maurodinoia sulla quale i riflettori restano sempre accesi. Vero è che il dinamismo della politica dimostra che tutto può essere il contrario di tutto, che quello che si dice oggi può essere smentito domani, e che cambiare opinione è sintomo di maturità e intelligenza. Insomma parliamo delle “geometrie variabili” e delle “convergenze parallele”. Il matrimonio di Sud al Centro con il Partito democratico triggianese, rientra in un quadro più ampio e risponde a logiche regionali. Confinare la riflessione in ambito locale sarebbe molto riduttivo alla luce di un risultato elettorale (quello della Maurodinoia alle Comunali di Bari e alla Regionali dello scorso anno) che in politica ha un suo peso, sul quale Emiliano da una parte e Decaro dall’altra hanno dovuto tenere debita considerazione. Il punto vero è che oggi i nemici di cinque anni fa, ovvero quelli che per la sinistra cittadina erano considerati dei “border line” della politica, visti con particolare sospetto ed etichettati con toni scandalistici, oggi vanno a braccetto e lo fanno anche con particolare entusiasmo. Cosa è dunque cambiato in questo lustro, cosa è cambiato nel Pd che guardava con sospetto la “schittulliana” Maurodinoia mentre tentava la scalata a Palazzo di Città ? E’ una domanda alla quale vi è stata una timida giustificazione del candidato sindaco Schiraldi : “Siamo aperti a chi condivide le nostre idee e i nostri programmi per intraprendere un percorso comune”. Dunque a voler sintetizzare, o c’è stato un ravvedimento della Maurodinoia, oppure in queste dichiarazioni c’è una buona dose di utilitarismo e di ipocrisia. Non ne traggo delle conclusioni, salvo la Maurodinoia ma attendo di vedere cosa accadrà nel Pd triggianese quando Sud al Centro diventerà a Triggiano il partito maggioritario, anche con un voto in più rispetto ai democratici.

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