Comune, Denicolo’ lascia il tesoretto e Ali’ Bubba’ si prepara a scassinare il forziere 

Facciamo le pulci all’articolo apparso questa mattina sulla Gazzetta del Mezzogiorno e pubblicato dall’amico Vito Mirizzi, ben consapevoli che la sua forma di giornalismo notarile si limita al riporto di cio’ che gli vien detto e soprattutto nella necessita’ di mantenere un dovuto equilibrio nella doppia funzione di cronista locale e di dipendente comunale, ruolo complesso e spesso non proprio compatibile. Fin qui nulla da eccepire nei confronti di una persona che al di la’ della sua posizione politica rispetto professionalmente. Ben diverso quando nell’intervista rilasciata dal sindaco uscente Denicolo’, che sapevo alle Maldive, nell’occhiello leggo che L’ex primo cittadino ha deciso di non continuare l’esperienza amministrativa dopo il primo mandato. Permettetemi di dire che questo corrisponde al falso e rientra nella solita ipocrisia del partito democratico che forse sara’ nato sotto il segno zodiacale dei gemelli. Denicolo’ avrebbe voluto ricandidarsi ma gli e’ stato concretamente sbarrato l’accesso. Il suo tempo era scaduto e si doveva aprire il varco ad altre candidature. Poi sappiamo come e’ andata, i rapporti tra Vincent e Schiraldi si sono raffreddati, tanto che ci risulta, Denicolo’ fuori dai giochi non si sia speso neanche un centesimo per perorare la campagna elettorale di Schiraldi. Entrando nel merito dell’articolo sembra che nell’ultimo quinquennio le cose fatte avrebbero paradossalmente dovuto premiare gli uscenti, giustificando dunque una riconferma dello stesso sindaco. Questo perche’ a dispetto delle linee programmatiche disattese al 90 per cento, ci ritroviamo con 45 milioni di euro in opere pubbliche e di gare, e addirittura di un “tesoretto” di progetti che nel forziere saranno consegnati al successore. Di per se’ mi preoccupa il termine “tesoretto” perche’ immagino che Ali’ Bubba’ si sia gia’ rivolto al primo falsificatore di chiavi per forzare il baule e buttarsi dentro a capofitto. Ma sull’argomento ci ritorniamo dopo aver fatto una dettagliata analisi dei 45 milioni. Oltre la meta’ ce li siamo giocati con l’appalto della munnezza, e gia’ questo e’ un aspetto di non poco conto se consideriamo la qualita’ del porta a porta e di tutti gli annessi e connessi che seguiranno. Poi col PRU, acronimo di Piano per la Rigenerazione Urbana, che evoca pru-riginosi appetiti, abbiamo costruito 120 appartamenti, e quindi abbiamo dato un’altra significativa colata di cemento al paese che tutti vorrebbero “green”. Il resto delle opere elencate e che fanno riferimento al canale deviatore, l’asse nord e la manutenzione scolastica con annesso efficientamento energetico, e’ farina proveniente da altri sacchi. Quanto alla manutenzione delle scuole invito tutti a verificarne la qualita’ evitando di aggiungere commenti. A conti fatti dunque, andando in parallelo con le promesse, non mi pare ci sia una forte simmetria. C’e’ un pero’ sostanziale poiche’ anche la peggiore delle amministrazioni, e questa e’ stata una di quelle, lascia sempre in dote opere e progetti da portare a termine. Cosa significa questo, che il motto nei programmi non e’ il “faremo” ma e’ il “lasceremo in eredita’ quello che vi avevamo promesso di fare e che non siamo stati capaci di fare”. E quindi nel proseguire ecco che ci troviamo pronti sulla rampa di lancio della Nasa, tre milioni e mezzo gia’ pronti per essere spesi. Poi c’e’ la chiosa finale con due motivi di orgoglio, i bus elettrici e il non aver aumentato la pressione fiscale sui cittadini. Ci mancherebbe altro dico io, alla fine saremmo stati non solo cornuti ma anche mazziati in un paese che ha adottato un bel passo di danza, il passo del gambero. 

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