Comune: si spacca la Giunta, Denicolò come il “sarto di Panama”

Vincent il Sinnico quando deve far sistemare qualcuno dei suoi e’ disposto anche a farsi tagliare i… capelli. Poco ci è mancato ieri nella riunione di giunta convocata per modificare il regolamento di partecipazione al concorso per dirigente dell’ufficio tecnico comunale. Cosi’ come aveva fatto per il precedente e chiacchieratissimo concorso per l’assunzione del comandante del Corpo di Polizia Municipale, cucito su misura come dicono le malelingue, Vincent Coppola ha ripreso ago e filo e di modello ne ha fatto un altro su pregiatissimo tessuto cachemire. Insomma Vincent Coppola e’ un vero sarto il quale fottendosene della maggioranza che lo ha portato a poltrire sulla poltrona e del popolo pecoreccio che lo ha votato, ha fatto di testa sua. Ha preso il piccio-capriccio, si è intestardito e come una testa di… ariete è andato avanti per la sua strada. La Giunta si è conclusa con l’abbandono della seduta da parte di due assessori, espressione dei partiti che guarda caso non faranno parte delle coalizione Ali’ Bubba’- Piddì. Nella fattispecie il Sellino (non quello della bicicletta) Tommy De Benedictis e il candidato sindaco SIMPLYcemente Donatelli, indipendente o giu’ di li. Il provvedimento è dunque passato con i voti degli altri proni (e non prodi) assessori. Il caso è ormai scoppiato come un petardo di Capodanno abbandonato per strada. Esploso con ritardo e col botto floscio. E non finisce qui poiché l’operazione appare costruita in maniera cronometrica e geometrica, finalizzata a giustificare politicamente (parola grossa) la spaccatura della maggioranza di centrosinistra a pochi mesi dal voto. Le avvisaglie erano giunte con il nodo delle Posizioni Organizzative e della distribuzione delle prebende a otto specializzatissimi e validi guerrieri della macchina comunale. Controversia sollevata attraverso una lettera di diffida giunta sul tavolo del sindaco e siglata da sette consiglieri comunali. Vicenda che aveva intiepidito il clima politico triggianese ibernato nel far nulla per cinque anni. Fin qui i fatti mentre del doman non v’è certezza. Coerenza vuole (e palle pure) che i due assessori si dimettano e rimettano le deleghe nelle mani del “sarto di Panama” al quale, dopo il niet del Pd controllato da Adolf, in relazione alla sua meritatissima ricandidatura a sindaco, ha deciso che forse qualche sforbiciata in piu’ ci puo’ anche stare in un momento in cui il rompete le righe è prossimo. La morale, anche in questo caso segue metafore e parabole : se questa è politica chiediamo l’intervento della Protezione civile.

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