Debutto in Consiglio, Perrellone ai giovani assessori : “indubbia incompetenza politica e amministrativa” 

Cominciamo col dire che non potrebbe esserci debutto peggiore per una minoranza che l’essere accolta in aula consiliare da una selva di fischi e mugugni dai banchi del pubblico. E a dire la verita’ a Triggiano e’ ancora piu’ difficile conquistare una overture di questo genere a causa della innata apatia del triggianese, molto insensibile alle vicende politiche del proprio Comune. Eppure alla brigata dei quattro consiglieri di opposizione, capitanata dal consigliere/imputato Adolfo Schiraldi (mancato sindaco per la seconda volta in dieci anni) ier sera e’ toccata la strana sorte. Chi mal comincia e’ alla meta’ dell’opera, in assoluto sincronismo col battesimo della legislatura consacrato dall’Assemblea attraverso il rituale della presentazione degli assessori e della lettura del documento programmatico. Con una appendice riservata alle variazioni di bilancio finalizzate a destinare risorse finanziarie per la realizzazione di opere pubbliche. In buona sostanza questi i punti cardine all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale dell’era Donatelli. Come capita anche nel primo giorno di scuola, tra i banchi dell’ovale, in una sala dove l’audio e’ una schifezza rara, diciamo che per i consiglieri neofiti un po’ di emozione s’e’ vista. Per altri, non nuovi allo sgabello, si e’ trattato solo di cambiare seggiola o versante. E’ quanto ha fatto, tanto per citare un esempio, il Perrellone, esponente di punta di Sud al Centro, il partito della Maurodinoia, che come un serpente anaconda si e’ ingoiato il partito democratico rimasto con un solo consigliere, l’avvocato Cascarano il quale manterra’ moccolo e bandiera Pd per cinque lunghi anni. Rimanendo sulla cronaca spicciola della serata il debutto e’ avvenuto con un ora e mezza di ritardo. I quattro dell’Ave Maria e dell’opera pia, avrebbero sollevato una questione di incompatibilita’ per un consigliere di maggioranza tenendo legato il sindaco Donatelli nel suo ufficio al primo piano, prima di sbrogliare la matassa. Posto che la questione meriti i dovuti approfondimenti con annesse interpretazioni di legge, non si puo’ non rimarcare la totale mancanza di rispetto nei confronti della cittadinanza che attendeva trepidante. Se l’opposizione si trasforma in ostruzionismo con lo scopo di rallentare i lavori significa che il paese il 5 giugno scorso ci ha visto bene. Sia chiaro. La temperatura in sala e’ salita non di poco con l’intervento politico del Perrellone il quale ha strappato la scena senza applausi all’Adolfo trombato, in un discorso dalla straordinaria incoerenza e il cui risultato e’ stato quello di darsi un colpo mortale di piccone ai suoi gioielli riproduttivi che per semplificazione onomatopeica chiameremo Ernesto & Evaristo. Perrellone che fino alle elezioni aveva la barba di Babbo Natale (per stazza e statura) e’ sembrato fisicamente piu’ asciutto ma altrettanto prolisso nella sua consueta arringa, tanto da parlarsi addosso. Nessuno lo ascoltava e chi lo ha fatto, vincendo il test di resistenza alle torture verbali, ha cominciato a scuotere la testa. Si perche’ per farla molto breve, il Perrellone sfoderando le sue doti narrative, ha giudicato gli assessori dell’Esecutivo di indubbia incompetenza politica e amministrativa. Molti alla prima esperienza non solo assessorile ma neanche corrotti dal lungo corso in amministrazione come consiglieri comunali. Ebbene, seguendo il filo logico del Perrellone pensiero, corriamo il rischio che il paese sia governato da perfetti incapaci. Il problema sollevato dall’esponente di Sud al Centro merita qualche approfondimento per rinfrescare la memoria. Vale la pena ricordare che la consorte del Perrellone e’ stata nominata a capo di un’azienda di trasporto quale la Stp senza alcuna esperienza nel settore e in assoluta assenza di competenze di carattere amministrativo. Una nomina politica di Decaro, punto e basta. Una ricotta di Sandrino Cataldo, ex assicuratore condannato per truffa, marito di Anita Maurodinoia alias Lady preferenze. Non serve neanche un master in business administration alla Bocconi quando per governare un’azienda che trasporta passeggeri e’ sufficiente dotarsi di auricolari e smartphone per ripetere in consiglio di amministrazione cio’ che viene suggerito dall’altro capo del telefono in perfetto stile James Bond o Mission Impossible. Ricordiamo che la professoressa, molto stimata nel liceo in cui insegna, e’ dunque soltanto una professoressa. Ma al riguardo potremmo anche ricordare che lo stesso Perrellone quando il suo partito si chiamava Movimento Schittulli, ha ricoperto l’incarico di assessore provinciale alla trasparenza. E lo ha fatto nel periodo in cui i fratelli Antro imprenditori, spadroneggiavano in Provincia con fatture gonfiate per opere mai realizzate. Ovvero, saccheggiavano le casse godendo dell’appoggio di sicari all’interno dell’Ente che spadroneggiavano e svolazzavano tra un corridoio e l’altro del Palazzo come fosse una dependance della loro abitazione. La qual cosa ha prodotto un’inchiesta giudiziaria rimasta insabbiata in Procura. Diversamente qualche triggianese avrebbe visto il sole a scacchi. Ebbene, tornando alla trasparenza, e’ vero che l’esperienza assessorile del Perrellone puo’ definirsi davvero trasparente, talmente trasparante che nessuno se n’e’ accorto. A questo punto della storia e del consiglio comunale potremmo anche ribaltare le sottolineature che sempre il Perrellone ha dedicato a personaggi della maggioranza migrati da una parte all’altra. Ma chi meglio di lui poteva farlo forte dell’esperienza di questi anni e del cambio di casacca che il suo movimento ha avuto in maniera a dir poco camaleontica. Terminiamo dunque col parlare di questa giunta di giovani “inesperti”. Personalmente li accolgo con grande fiducia partendo da un presupposto essenziale nella piena consapevolezza di quanto hanno fatto molti dei loro predecessori dotati di laurea, doppia laurea ed esperienza amministrativa. Sono stati un disastro, un disastro che e’ sotto gli occhi di tutti. Sia chiaro. 

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