Dipendenti comunali in rivolta, Denicolò forse sotto scorta

Dipendenti comunali in rivolta. L’ultimo pennellata del Denicolo’ sindaco di Triggiano e’ analoga all’opera di un Cezanne. Il tocco e’ da artista poiche’ Vincent con la distribuzione delle Posizione Organizzative si e’ conquistato le maledizioni perenni dei colletti bianchi di Palazzo di Citta’ alcuni dei quali questa sera erano sull’orlo di una crisi di nervi. Non e’ difficile comprendere lo stato d’animo di chi e’ rimasto a bocca asciutta a scapito dei pochi che sulla loro pensione godranno anche di un ulteriore beneficio. Si’ perche’ il riconoscimento della PO che oscilla dai dieci ai 14mila euro in piu’ all’anno, incidera’ dal punto di vista contributivo appesantendo il cedolino dei beneficiari quando andranno in quiescenza. Nelle stanze del Municipio si fa la conta dei morti e dei cadaveri, ma se ne evocano altrettanti in una convergenza univoca, diretta a senso unico verso il protagonista di quella che molti definiscono come una autentica porcata. Non vorremmo essere nel palto’ e nella coppola del sindaco il quale lascera’ una traccia indelebile del suo quinquennio amministrativo, ma se vogliamo dare una chiave di lettura politica ad un provvedimento cosi’ impopolare siamo colti da mille dubbi e perplessita’. In primo luogo la intempestivita’. Siamo ad una passo dalla scadenza del mandato elettorale e ci chiediamo se in una condizione di eventuale conferma della sua ricandidatura a sindaco per la coalizione di centrosinistra Vincent avrebbe verosimilmente agito con le stesse modalita’. Logica e ragionevolezza ci inducono a pensare il contrario a meno di qualche latente conidizione patologica, tale da obnubilare la mente. Aggiungiamo anche che quanto accaduto in queste ore offre un perfetto assist al Donatellum e non certo alle sturmtruppen di Adolf, e quindi ci chiediamo se Vincent non abbia deciso di autodistruggersi come i messaggi di James Bond, mandando a ramengo quel granello di credibilita’ che il centrosinistra sverginato dal centrodestra della Maurodinoia oggi possiede. A questo punto chi e’ il nemico vero e chi lotta contro chi, e’ difficile stabilirlo poiche’ mancano ancora alcune tessere del puzzle. Nel tentativo estremo di individuare un filo logico, c’e’ da chiedersi se questa operazione di politico abbia ben poco, ovvero se sopra tutto, come il Fernet Branca, sia stato fissato un prezzo in termini di scambio. In questo caso ci addentriamo in un campo minato. Escludendo volgarissime mazzette per le quali non e’ neanche il caso di adombrare sospetti, restano in campo questioni legate a prospettive di carriera che finiscono con il coinvolgere procedendo dal basso verso l’alto piu’ personaggi che alla politica devono praticamente tutto per la loro folgorante ascesa. E quindi sarebbe legittimo domandarsi se l’impopolarita’ di certe scelte sia del tutto insignificante rispetto a quanto in termini di utilita’ possa un domani essere concesso. In fondo si sta parlando di cambiali con scadenza a breve termine. Le stesse che il centrosinistra triggianese dovra’ pagare ad Ali’ Bubba’ che ha offerto un bel paio di stampelle pur di mantenere in piedi un giocattolo gia’ rotto ma con ricadute devastanti. La richiesta di due assessorati e’ un primo segnale del ricatto politico di Sud al Centro il cui prezzo diventera’ sempre piu’ alto fino a diventare insostenibile. In soldoni potremmo usare la stessa metafora di chi ti concede un prestito e ti chiede interessi che crescono piu’ del capitale. Di questo ne prendera’ coscienza ben presto anche il giovane Adolf il quale nel bene o nel male, possedendo una lunga militanza politica e una formazione socialista dovra’ confrontarsi con una forma di analfabetismo politico e di arrivismo che non ha eguali, ma che risulta comunque gradita a un personaggio come il presidente della Regione Michele Emiliano.

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