Elezioni, Adolf e Bubba siglano il “patto dell’Anguilla”

Sebbene ancora non ufficiale, ma sotterraneo e strisciante, si va delineando l’accordo fra il giovane Adolf del Piddì e la cricca politica di Bubba che presenta sotto mentite spoglie Sud al Centro e pisicchiani. L’allargamento della coalizione di centrosinistra, che in queste condizioni escluderebbe Cassano il Geriatra e i sinistrorsi più radicali, era stato definito in un accordo fra le segreterie politiche nelle settimane scorse e successivamente reso noto dai companeros della Maurodinoia che anche questa volta tenteranno l’assalto alla diligenza mettendo radici nel Partito democratico locale. Il giovane Adolf ha dunque sottoscritto il suo testamento politico attraverso la sottoscrizione del “Patto dell’Anguilla” che a quanto pare ha ricevuto la benedizione di qualche alto prelato e del Faraone Ramsete Dattoli I° il quale a sua volta sarebbe in odore di incarico, dopo la direzione generale del Policlinico, all’Ares Puglia, ovviamente come dirigente di punta. Il trappolone per topi (i triggianesi) è in fase di allestimento. Da quanto ci risulta il giovane Adolf è costantemente impegnato alla ricerca del consenso e degli appoggi elettorali. I contatti sono sempre più frequenti con i vari “capibastone” delle milizie triggianesi che dovranno mettersi all’opera fra tabulati, ufficio anagrafe e sezioni per intercettare i voti secondo un piano molto articolato ma che, fanno sapere, è in fase di preparazione. Provenendo dalla vecchia scuola socialista, e avendo avuto come maestro il senatore Alberto Tedesco, il giovane Adolf ha la necessità di promuovere nuovamente la sua immagine dopo l’incidente giudiziario occorso cinque anni fa che gli impedì di partecipare alle amministrative e di riabilitarsi pur non avendo commesso il fatto. Per quanto riguarda Bubba tutto ormai è ampiamente condonato, e per entrambi, accomunati da strascichi giudiziari passati ormai in predicato, è bene finalmente esercitare il diritto all’oblio pur di presentarsi, chi direttamente e chi per interposta persona, davanti all’elettorato che nel corso dei mesi che ci separano dall’Election day potrà eventualmente esercitare i propri diritti attraverso i favori, per accorciare i tempi. Questa volta, per evitare scandali e scandaletti sul presunto voto di scambio che a Triggiano non è mai esistito, i 18mila rappresentanti di lista avranno diritto esclusivamente ad un ticket mensa da consumare a BariBlù e un fine settimana nel Kazhakistan. Tutto sarà fatto in piena trasparenza e noi non ne parleremo più alla luce del Patto dell’Anguilla che invece rappresenta la vera rivoluzione di questo 2015 e che apre uno squarcio di libertà e di partecipazione sulla politica triggianese rabbuiata da un Sinnico che non intende arretrare di un millimetro dalle sue decisioni di ricandidarsi, arroccato nel suo ufficio di Palazzo di Città. Vincent Coppola non mangia e non beve da giorni, e quando è costretto a spostarsi dal Palazzo, alcune fonti riferiscono che al suo posto ci mettono un sosia che non è difficile trovare, l’importante è che sappia dire: viva l’Italia. Il Piddì in questo modo rischia di esplodere e di frammentarsi ma dalle segreterie centrali si stanno esercitando forti pressioni psicologiche su Adolf che gode di appoggi e sponsorizzazioni inimmaginabili. Al riguardo ci giunge notizia della mobilitazione delle diplomazie internazionali interessate al territorio triggianese che può rappresentare una Striscia di Gaza dell’area metropolitana di Bari. Sulla scacchiera infine si attendono le ulteriori mosse di Donatelli che nei giorni scorsi ha avuto un incontro con Lapo Elkann che gli ha garantito l’appoggio di tutti gli operai dello stabilimento di Melfi.

 

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