Elezioni, la doppia morale di Adolfo

Le menzogne, prima o poi vengono a galla. Cosi’ come accade per i colibatteri fecali che dopo il maltempo vengono a galla sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. Mia figlia mi ha postato una frase celebre di un certo Ernst Lubitsch che dice : “A un certo punto mi sono ritrovato attorniato di gente che parlava bene di me. Allora ho capito che ero morto”. Dopo averla letta sono portato a  credere che ancora un po’ di vita ci sara’ se analizzo il comunicato diffuso dalla coalizione Pd-Maurodinoia sottoscritto dalle sette liste con l’aggiunta del metafisico gruppo familiare in un interno del gazebo a 5 stelle, composto da madre, figlia, cugino e cugina, cognati e parenti tutti. Stando alla cronaca il nervosismo impera e a quanto pare, avendo assistito all’episodio dal quale e’ poi scaturita una richiesta protocollata e inviata al Sinnico, pur tenendomi a debita distanza per evitare l’incursione degli aeroplanini di carta, ho visto un candidato scuro in volto che per la prima volta ha abbandonato il suo aplomb e la sua flemma, perdendo le staffe. Ma c’e’ dell’altro perche’ il fattaccio si e’ consumato alla presenza di qualche dipendente comunale partigiano che ha trasferito la sua attivita’ sul marciapiede,  in perenne distaccamento elettorale, che dispensa santini e lampade votive e che  in questo periodo ha abbandonato l’attivita’ per la quale i contribuenti triggianesi gli regalano uno stipendio, come se tutto fosse normale. A Triggiano la anormalità è legge, anche in presenza di un comandante in evidente difficolta’ estate confusionale, diviso dalla sua appartenenza politica e il suo ruolo. La lunga fila di indigenti e bisognosi che due volte al mese ritirano dall’Emporio della Solidarietà’ generi di prima necessita’ (a Triggiano si conta quasi un migliaio di persone) e’ stata interrotta dalla sceneggiata  Schiraldiana riuscita meglio della Boheme, stizzito dal fatto che una candidata di parte avversa svolge attivita’ volontaria nell’ambito del servizio solidale da quasi due anni. La presunta commistione ( al momento non supportata da fatti che comunque vanno accertati)  e’ stata interpretata come “sfruttamento di una posizione a fini elettorali”. La sinistra ha bollato la questione considerandola come “forma di campagna elettorale condotta senza pudore”, ma sempre nel segno della doppia morale di cui sa fare buon uso alla bisogna. Devo ammettere che la vicenda meriterebbe piu’ un fumetto di Walt Disney, in ragione delle figuracce pregresse che hanno avuto un degnissimo clamore mediatico e un’audience molto elevata. Mi riferisco a quanto accaduto con la Boheme della vergogna, alla preside che ha preso ufficialmente le distanze e alle telefonate registrate sulla presunta compravendita di voti. La sensazione  e’ che si stia perdendo lucidita’  e che l’arsenale di Adolfo Schiraldi cominci a sparare cartucce bagnate,  alla stregua degli hashtag lanciati in rete e trasudanti di saliva. La rappresentazione goffa di un tentativo di speculazione perpetrato ai danni dei bisognosi e dei disagiati. Mi risulta, come ulteriore elemento di cronaca,  che nella circostanza dell’episodio narrato, qualche donna in fila, abbia riservato parole molto nobili nei confronti del candidato sindaco della sua coalizione. Ma l’accusa riportata nel documento pubblicato sul sito della Triggiano che “prende forma” e’ molto esplicito: “Queste persone che erogano beni di consumo approfittano del loro ruolo indicando quale preferenza elettorale scegliere in cabina”. Saremmo di fronte ad un ipotetico reato, analogo all’operazione  dei 50 euro o dei buoni benzina di identico valore, che viaggiano diffusamente  in queste ore e che fanno leva in fasce sociali ben distinte,  con tanto di fotocopie dei certificati elettorali da consegnare alla centrale operativa dei maramaldi. Il documento si colorisce di tinte fosche: “Chi assume questi comportamenti non merita di amministrare la cosa pubblica – e’ scritto – non vogliamo nemmeno immaginare cosa accadrebbe se venissero eletti”. A seguire la chiosa finale : “Speculare sulla povera gente e’ un reato morale, vergogna”. Vergogna e morale ? Ma siamo davvero alle pezze poiché è bizzarro replicare di fronte a fatti concreti: una imputazione per concussione nel processo Sanitopoli e un condannato in una delle liste della coalizione schiraldiana. Mi pare che in presenza di questi due elementi, di per se’ esaustivi, siamo di fronte o  all’assunzione di sostanze allucinogene o  e’ il segno di una crisi di nervi che ottunde la mente. Dopotutto il popolo triggianese per 23 anni non solo ha immaginato, ma  ha toccato con mano cosa sono riusciti a fare, e oggi ne porta ancora le piaghe sulla pelle. Ma sulle rovine e’ arrivato chi vuol ricostruire. Suggestivo e molto ipocrita.

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