Elezioni, tra “scambio” e scambisti

E’ arcinoto anche ai defunti che cinque anni fa era sufficiente una banconota da € 50 per comprare il voto di un vero e proprio plotone di rappresentanti di lista. Ed e’ altrettanto noto il meccanismo architettato da qualche genio della finanza truffaldina locale nel creare un meccanismo di multilevel marketing. Ogni rappresentante di lista doveva infatti replicare il sistema reclutando amici e parenti. Se ne accorsero in molti tranne la Procura che non volle mai accendere i riflettori sulle operazioni di scambio o di compravendita del voto. Una pratica odiosissima ma che, soprattutto in alcune categorie o fasce sociali della popolazione, attecchisce e anche in modo efficace. E se ne comprendono le ragioni che in alcuni casi si giustificano dalla necessita’, piuttosto che dal disinteresse e dal qualunquismo diffuso. Rifuggere dal tentativo di farsi comprare accettando il baratto, vuol dire avere piena consapevolezza del proprio ruolo di cittadinanza attiva, credere nei principi oltre che possedere una buona dose di moralita’. Quella che non possiede chi propone lo “scambio” e che se investe ingenti capitali vuol dire che non ha argomenti migliori per convincere l’elettore, se non affidarsi al vil denaro. Partendo da questa considerazione si comprende come il Donatellum abbia inteso lanciare in maniera molto sottile il concetto di “scambio” il cui paradosso (che alcuni non hanno compreso) se da un lato evoca un concetto negativizzato del “baratto”, dall’altra ne valorizza il termine come “unico” scambio possibile: ovvero il voto in cambio di servizi, opere e strutture incorniciate nel programma amministrativo. Sara’ poco o sara’ molto non e’ mio compito affermarlo, ma di certo il genere di comunicazione appare piu’ diretto e inequivocabilmente lega il passato (opaco) con il presente (non giudicabile), tracciando una linea di demarcazione molto netta. In fondo qualcuno tra gli avversari dovrebbe se possibile dimostrare il contrario, anche se questa rischierebbe di essere una ulteriore menzogna da dare in pasto solo a chi crede ancora che gli asini volteggiano nel cielo. Ma questo e’ un giudizio che lascio alla gente.

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