Fallacara, rotoloni Regina per il centrosinistra e dieci piani di morbidezza per il candidato Adolf

Non saprei dire che tipo di liturgia sara’ quella del consiglio comunale che si celebrera’ nelle prossime ore. Ma la seduta monotematica, decisa su richiesta delle minoranze e dibattuta in una riunione dei capigruppo che a tratti ha assunto risvolti grotteschi, dovra’ occuparsi del piano di riordino ospedaliero all’indomani della pubblicazione delle carte e della delibera regionale che, errori a parte, non offre spazio a ipotesi diverse dalla riconversione del presidio ospedaliero in struttura riabilitativa con annesso centro risvegli. A parte questo nessuna certezza, nessun cronoprogramma, nessuna indicazione sul potenziamento della medicina territoriale che pero’ dicono avere in cassa 400milioni di fondi Fesr da spendere per abbattere le liste di attesa. La rivoluzione sanitaria dell’assessore Emiliano si riassume  con le slide del direttore del dipartimento Gorgoni e delle slide pubblicate sull’opuscolo distribuito ai sindaci in occasione della presentazione del Piano. Se uova ci furono per Fitto che taglio’ le chirurgie, questa potrebbe essere una di quelle frittate gigantesche frutto di un governo regionale che sulla sanita’ non sembra avere le idee molto chiare, se non i parametri di legge imposti dal governo nazionale. E che  parla della sanita’ di Vendola non certo con toni entusiastici. Eppure a sinistra governano insieme da undici anni, un tempo ragionevole per ricondurre il sistema sanitario regionale entro parametri di qualita’ e di efficienza accettabili. Che poi e’ cio’ che conta agli occhi degli utenti, molti dei quali ignorano che l’83 per cento delle risorse regionali confluiscono in questo grande vaso di Pandora. Tornando a noi, piccoli esseri mortali, dobbiamo fare una considerazione sui dati che a quanto pare sarebbero in alcuni casi sbagliati, frutto di sviste e di saltelli della stampante, o di cifre ballerine e poi corrette sui buchi del Policlinico barese che potrebbero prospettare ipotesi di commissariamento. Siamo, come sempre accade in queste circostanze,  alla  danza dei numeri,  chi mai potra’ verificarne la veridicita’ non e’ dato sapere. Ci accontentiamo di quanto accade a Triggiano dove il sindaco Denicolo’ pur scamiciatosi davanti a Emiliano nel sostenere le ragioni di un ospedale che ha tutte le carte in regola per non essere ulteriormente danneggiato, ha ottenuto un esito opposto, ravvedendosi  di quella linea alla cotton fioc  sposata in principio che potesse andare verso un percorso condiviso con l’amministrazione regionale,  nella pia illusione di portare a casa un risultato concreto, contenuto nel documento approvato all’unanimita’ e siglato anche dai sindaci di altri Comuni. Tutto questo non e’ avvenuto poiche’ Denicolo’ e’ ormai un sindaco depotenziato nel contesto di una maggioranza frutto di uno scellerato patto politico con Sud al Centro che guarda oltre con l’unico e abietto scopo di occupare le stanze del potere. La dimostrazione e’ data dal boicottaggio  del centrosinistra alla manifestazione di protesta del Comitato pro-Fallacara, dalla quale si è tenuto a debita distanza per evitare reazioni di insofferenza del governatore Emiliano. E’ anche vero che le personalita’ che compongono la maggioranza di centrosinistra hanno una statura lillipuziana e quindi non e’ necessario fare sforzi di immaginazione per comprendere a chi attribuire la regia del disimpegno e della linea soft nei confronti del governo regionale verso il quale  ora piu’ che mai è necessario usare i rotoloni Regina per asciugare litri di bava e di saliva. Lo stesso Adolfo Schiraldi che prima o poi dovra’ dirci se il suo treno parte o non parte, nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa ha detto in maniera molto “morbidosa”, anzi stando seduto su dieci piani di morbidezza, che a Triggiano la nuova amministrazione dovra’ accompagnare questo processo di trasformazione del Fallacara. Forse come si fa con gli anziani che portano il catetere. Ma Schiraldi che conosce molto bene l’universo della sanita’ regionale e dei tanti satelliti, e’ consapevole del fatto che per la sua candidatura si è dovuto ricorrere a poderosi quantitativi di vaselina, essendo frutto di una forzatura dell’asse Dattoli – Decaro sul tavolo provinciale,  e che gli stessi vendoliani non muoiono certo di gioia conoscendo gli antefatti per tramite il nostro ex sindaco Cassano, soprattutto nella sconcertante consapevolezza di sedersi al fianco di Sud al Centro della Maurodinoia. Ecco dunque che e’ in arrivo un altro consiglio comunale, la sala sara’ forse affollata ma i cervelli del centrosinistra sono gia’ in fuga.

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