Feste cittadine, il souk marocchino e le bancarelle fuori dalla Villa Comunale

Premetto che detesto i mercati fatti in occasione delle feste cittadine durante le quali si vendono marocchinerie varie, da articoli verosimilmente artigianali a cineserie di tutti i tipi, compresi articoli e prodotti contraffatti o profumi e flaconi contenenti miracolose acque di lourdes riempiti con liquidi sconosciuti. Insomma veri e propri souk a cielo aperto che certamente danno “sapore” e “colore” in una cornice festaiola e molto africana. Mi preme pero’ sottolineare che non mi piace affatto la trasformazione della Villa Comunale in un contesto di questo genere nel pieno rispetto degli ambulanti, della loro razza e del colore della loro pelle. Qualunque esso sia. Sottolineo questo passaggio al fine di evitare considerazioni di carattere xenofobo o razzista. Ritengo pero’ che ci si debba dare una bella regolata, non siamo a Marrakesh o a Casablanca dove possiamo trovare ad un angolo qualsiasi della piazza la chiromante o l’incantatore di serpenti piuttosto che il dentista o il barbiere a cielo aperto. Dunque ritengo sia opportuno, tanto per cambiare un vecchio registro, individuare un’area piu’ idonea per queste attivita’. Ad esempio in occasione della festa di San Rocco, l’ipotesi di trasferire il souk in Piazza La Croce oppure chiudere un tratto di via Petrarca (dalla villa fino alla scuola Don Bosco) per il posizionamento delle bancarelle. Credo che tale collocazione sarebbe molto piu razionale restituendo i giardini pubblici alla fruizione del pubblico che ama ascoltare la musica, al passeggio e soprattutto ai bar che potrebbero occupare gli spazi con i tavolini. Non credo che questo correttivo comprometta nulla se non migliorare e razionalizzare l’utilizzo degli spazi. 

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