Galline in fuga, il Consiglio sul Fallacara salta

Il film racconta la storia di un allevamento di galline in una campagna inglese, che cercano in ogni modo di scappare perché producono uova dalla mattina alla sera e quando non ce la fanno più vengono uccise dai Tweedy, i proprietari dell’allevamento. Le galline provano in ogni modo a scappare ma vengono sempre scoperte dai Tweedy e riportate nel recinto. Per semplificare ho riportato e sintetizzato la trama di un film di animazione del 2000 che presenta una stranissima analogia con quanto accaduto oggi nella conferenza dei capigruppo che avrebbero dovuto fissare la seduta straordinaria del Consiglio Comunale, a causa dell’imminente presentazione del nuovo piano di riordino ospedaliero regionale targato Michele Emiliano e che vede tra le inaspettate novita’ il Fallacara fra i nosocomi da chiudere. Stando alla cronaca dei fatti la riunione non si e’ tenuta per mancanza del numero legale. Ma i veri assenti erano i partiti della maggioranza, ovvero il Pd, la lista del Cactus alias Giovani Energie Alternative il famosissimo Sud al Centro di Anita coniugata Garibaldi. Un trittico che si propone di guidare il paese per altri cinque anni, magari con assessori venusiani, marziani o qualche immigrato spiaggiato a San Giorgio da qualche scafista albanese. Tutto puo’ accadere nella logica perversa della politica che e’ peggio di una vecchia battona e che ci offre sempre ricchissimi spunti per pensare che per fare l’amministratore comunale ci vogliono delle caratteristiche essenziali. Non ve le svelo perche’ senno’ qualcuno sensibile di stomaco, e con la fedina penale ingrigita, mi denuncia ancora una volta non potendosi difendere con la dignita’ che non possiede. Ma tornando alle nostre galline, potremmo dire che la neonata maggioranza e’ in fuga pur non comprendendone le ragioni. Di certo e’ che la riunione e’ stata aggiornata alle 12 di domani, mercoledi, e che con buona probabilita’ il Consiglio sara’ convocato tra giovedi e venerdi. Resta il forte sospetto che qualcuno intenda defilarsi da un argomento delicatissimo come la sanita’ che, e’ a tutti noto, riesce a scaldare gli animi del popolo soprattutto quando un Ospedale come il Fallacara fa parte della nostra identita’ di triggianesi, e’ nato grazie ad un grande esempio di amore per il prossimo e muore per problemi di cassa. Non c’e’ da aggiungere molto poiche’ dalla sacralita’ di un impegno civico e direi soprattutto cristiano, si passa al segno distintivo di una politica lasciva che ha prodotto danni incalcolabili alla comunita’. Una mescolanza fra sacro e profano che nel caso in questione e’ una vera e propria profanazione, un insulto alla memoria di Suor Francesca Fallacara. Forse, da parte di qualche stratega, vi e’ la consapevolezza che il popolo non fa distinzioni quando l’interlocutore e’ la classe politica e dunque il timore delle uova marce o della evocazione dei defunti in sala, non escludo possa aver convinto che battere in ritirata in attesa di un calo della temperatura sia la soluzione migliore piuttosto che rischiare la graticola mediatica o l’esposizione al pubblico ludibrio, o peggio ancora, se questi erano i tempi della Rivoluzione francese, alla ghigliottina. Ma tant’e’. La concomitanza con la manifestazione spontanea messa su da un gruppo che si e’ allargato a macchia d’olio attraverso i canali social e che non ha alcun colore, e’ diventata una sorta di chiamata alle armi probabilmente temuta per l’effetto dirompente che avra’ anche in presenza delle telecamere. Ma anche su questo argomento permane un piccolo giallo poiche’ al momento l’autorizzazione per la sala mostre non e’ ancora stata rilasciata. Puzza di boicottaggio ? Non vorrei poiche’ la manifestazione si terra’ in alternativa presso la Villa Comunale. Precisazione a parte, ancora una volta torna il refrain delle galline in fuga che inevitabilmente verranno acciuffate e rimesse nel recinto dal popolo, oppure se preferite, visto che siamo a pochi mesi dalle amministrative, potremmo portarle da Pina dei Polli o darle in custodia al grande Noe’ che in materia di colli da tirare e ali da spennare rimane sempre uno specialista.

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