Giunta comunale, le lacrime dell’Imperatore Traiano

Questa mattina qualcuno si è accorto che il Gonfalone del Comune di Triggiano esposto alle spalle del Sinnico, era fradicio. Hanno dovuto strizzarlo nella convinzione che fosse avvenuto un miracolo come avviene per le lacrime delle varie madonne che abbiamo in Italia e che poi si trasformano in luoghi di culto e di preghiera. Nella realtà dei fatti poi una spiegazione logica ce la siamo data, molto più laica, che nulla ha a che fare con la fede. L’inciucio politico di Denicolò ha provocato finanche il pianto interrotto dell’Imperatore Traiano il quale nella ricostruzione storica del nostro paese, pur non essendo mai passato dalle nostre parti, o se fermatosi si dice possa aver utilizzato solo un vespasiano per i suoi bisogni fisiologici, ha versato lacrime per la fine ingloriosa di una città a lui impropriamente dedicata, che dopo quanto accaduto in relazione alla composizione della nuova Giunta, può essere messo all’asta su e-bay. Il direttore di Triggiano Democratica lo ha chiamato “inciucio”, ma nella realtà dei fatti si tratta non solo di un ignobile accordo, quanto del pagamento di una tangente politica a Sud al Centro capitanato dalla organizzazione Maurodinoia & Co. Triggiano non è dunque il paese dei miracoli, ma con questa operazione di architettura politica è diventato il paese della corte dei miracoli. La responsabilità è da individuare principalmente nel Partito democratico locale e in chi ne detiene il pacchetto di maggioranza (Dattoli in primis) che ha finito con l’abdicare nel modo più torbido e disonorevole pur di mantenere il cerino acceso della sua maggioranza la cui connotazione di centro-sinistra appare oggi molto grottesca. La scelta di un vice sindaco catapultato dall’ex Movimento Schittulli in una realtà così complessa come quella che viviamo, e che si occupa a tempo perso di sport e di poesia fa tremare i polsi e ci fa comprendere quale possa essere la pericolosità di uno schieramento che si appresta a chiedere fiducia ai triggianesi per governare altri cinque anni. Avevamo anticipato alcune settimane addietro, che Alì Bubbà avesse lanciato una vera e propria OPA sui democratici locali, acquisendo posizioni e soprattutto potere. I fatti e la cronaca delle ultime ore con il varo del Denicolò-Ter confermano le nostre perplessità. Ciò che preoccupa maggiormente non è tanto il fatto di avere in Giunta, come secondo massimo esponente istituzionale, un novello Giacomo Leopardi venuto da Santo Spirito, quanto più semplicemente il fatto che questa operazione si palesa come un classico esempio di “prostituzione politica” sul quale qualcuno dovrebbe trovare anche il tempo di reagire con forza. L’operazione portata a termine rivela la debolezza del Partito democratico di Triggiano la cui dignità, posto che ce ne fosse ancora qualche grammo, è seriamente compromessa a scapito del giovane Adolf che andrà a braccetto con Alì Bubbà e Maurodinoia i quali faranno da testimoni non ad un matrimonio ma ad un atto incestuoso che nella storia politica locale non trova precedenti. La foto riportata questa mattina sulla Gazzetta del Mezzogiorno della Giunta al completo e dei volti sorridenti degli assessori con sindaco in testa, è emblematica. E dimostra ancora una volta come dietro un sorriso si possano nascondere insidie molto pericolose. Ma forse non se ne rendono conto, in fondo 800 euri per altri tre mesi fanno comodo a tutti. Senza vergogna alcuna.

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