Il Pd triggianese e lo “stupefacente” risveglio degli zombie 

Il Pd triggianese stupisce per aver riconquistato dopo il collasso elettorale del 5 giugno scorso una buona dose di saggezza e di lungimiranza. Ma al contrario, usando come da qualche tempo accade, il giornale telematico Triggiano Democratica e Futura per riportare analisi sotto forma di comunicati stampa che neanche dopo aver fumato una intera piantagione di cannabis, possono essere ascrivibili al libro delle verita’ assolute. Direi piuttosto delle menzogne scientificamente provate, quando si tocca il tasto dolente della raccolta differenziata e delle mirabolanti percentuali raggiunte nel giugno scorso. Il 69 nella cabala piu’ volgare e pecoreccia, ha significati diversi: come lo volti lo giri, suggestivi ed erotici richiami al kamasutra indiano e a tanto altro ancora. Il 69 entra in ballo nella percentuale di raccolta differenziata, strombazzato ai quattro venti per annunciare “urbi et orbi” che questo risultato e’ il frutto di un enorme sforzo compiuto dalla defunta amministrazione denicoliana. Un risultato raggiunto grazie al senso di maturita’ dei cittadini che hanno compreso gli sforzi accompagnando questa civile rivoluzione della munnezza, abbandonandone altra negli angoli piu’ disparati della citta’ o peggio ancora nei tratturi interpoderali della campagna oppure sotto le mentite spoglie di turisti per caso nei cassonetti capursesi. Mi piacerebbe mostrare ai piddini locali, che forse si documentano molto poco, le statistiche e le percentuali riportate nella graduatoria nazionale dei Comuni ricicloni pubblicata di recente da Legambiente nella quale non appaiono neanche le coordinate geografiche di Triggiano, ma ci sono quelle di Rutigliano e Cellamare. E’ solo un esempio di quanto lontani possiamo essere da piu’ concreti benefici per la comunita’ che alla prova dei fatti non ci sono mai stati in termini di riduzione della tassa o di premialita’ nei confronti dei nuclei piu’ virtuosi come sempre piu’ spesso accade in altre realta’ del centro-nord. Senza ombra di dubbio ha giocato a favore della collettivita’ il timore di dover pagare una pesante ecotassa con conseguenti ricadute sulle tasche degli utenti. Detto questo pero’ il Pd rimane fermo al principio dei Rifiuti Zero che il candidato/imputato Schiraldi aveva con enfasi riportato nel suo programma elettorale acquistato a pezzi da Bricorama, senza mai chiarire cosa intendesse dire quando pronunciava quel termine seguito da un lamentevole “sia chiaro”, troncato con la mannaia della vocale finale. Ne consegue che lo strutturatissimo comunicato diramato dalla segreteria cittadina del Pd molto incautamente esterna il suo pensiero sulla vicenda del Centro Comunale di Raccolta in fase di realizzazione davanti ad alcuni condomini e una scuola del quartiere Casalino. Sempre il Pd nascondendo il volto della vergogna e della ipocrisia, esorta l’attuale sindaco ad intervenire tempestivamente per risolvere il problema, come promesso da entrambi i candidati nel pieno fervore della campagna elettorale. Un modo come un altro, quello del Pd, per istigare il Comitato civico e per cavalcare l’onda di una eventuale o futura protesta. Giochiamo nel campo del distillato di demagogia al sapore di liquirizia, poiche’ e’ sorprendente osservare come la porcata del CCR, la cui allocazione e’ stata fatta nell’ambito di un tavolo tecnico composto da ingegneri, polizia municipale e sanitari della Asl compresi assessori al ramo, torni ora con effetto boomerang nei confronti dei nuovi amministratori, o con alcuni di essi transitati nel “nuovo”. Quello del centro di raccolta rappresenta il paradigma della stoltezza di qualche dirigente comunale e della inettitudine e superficialita’ politica dei nostri. Su questo argomento chiave chiederei al Pd, ex partito di maggioranza relativa della dipartita maggioranza di centrosinistra, quale parte dei mutandoni di lana stesse lavorando ai ferri nel momento in cui varava la realizzazione (tardiva) del CCR rispetto a quanto stabilito dal capitolato di appalto. Se vi era una logica da “sani di mente” nell’allocare una mega-pattumiera presuntivamente puzzolente e presuntivamente abitata da “zoccole” in trasferta, a pochi metri dai balconi delle abitazioni, consapevole dell’ottimo servizio fornito dalla fallita Lombardi Ecologia che in termini di pulizia delle strade e di spazzamento in questi anni oltre al buco d’oro nel bilancio avrebbe meritato anche il premio “la scopa d’oro”. Adesso, come spesso accade in politica, si chiede all’attuale primo cittadino di risolvere con estrema sollecitudine la questione ignorando in primo luogo quelli che sono i passaggi tecnici di un provvedimento che e’ stato approvato dal centrosinistra, in primis dal Pd, e che rischia, se non giuridicamente motivato e legittimato, di provocare ulteriore danno con annessi interminabili contenziosi. Comprendo che e’ necessario intraprendere un nuovo corso e per questo e’ bene accelerare tutti i processi amministrativi che nell’ultimo quinquennio sono sempre stati di estrema velocita’ ma solo per bandire un paio di concorsi o per regalare qualche posizione organizzativa last minute. Tutto il resto poteva anche decomporsi. Dalle nostre parti si usa il termine “riempirsi le garze”, ma forse il Pd ignora che la campagna elettorale e’ finita da un pezzo e che ha sonoramente perso le elezioni. Avvisateli e teneteli svegli.

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