Programma di Natale, il Ciambotto dell’assessore

Prendiamo la storia della programmazione degli eventi natalizi a Triggiano, partendo dalla metafora di un personaggio noto ai cittadini di mezza eta’ che si chiamava Ciccill u’cecat. Si’ perche il buon uomo era non vedente e nel borgo antico per guadagnarsi quel po’ da vivere, Ciccillo armato di bastone e panchetta faceva il bannista, ovvero annunciava ai triggianesi cosa offriva il vecchio mercato del pesce, e cosa i pescatori durante la notte avevano catturato alla Marina di San Giorgio con le loro reti. Spesso capitava che ‘u ciambott’, ovvero pesce di varie specie e misure, garantiva sulle nostre tavole una prelibatissima e succulenta zuppa di cui per la verita’ oggi e’ rimasto soltanto un vago ricordo. Venendo ai nostri giorni, questa mattina o ier sera, Edward mani di forbice si e’ affannato a pubblicare il calendario degli eventi in programma fra dicembre e gennaio. Sara’ egli stesso a colpi di lingua e saliva delegato ad attaccare i manifesti sui muri cittadini per propagandare un cartellone raccogliticcio e grossolano, fatto con le frattaglie che a volte insaporiscono anche i ragu’ ma che proprio perche’ frattaglie sono cibo per gli animali. L’idea che mi sono fatto, come sempre, e’ che il turbillon di idee, la fretta e la superficialita’ abbiano ucciso questo Natale triggianese. Un’operazione di killeraggio che esprime, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, pochezza e mancanza di una strategia di marketing rivolta verso una piu’ intelligente promozione del territorio. Ma funzionale, questo si, alla mera elargizione di miseri contributi a pioggia secondo localizzazione politica o attribuzioni di appartenenza, vicinato e amicizie con annesse varie ed eventuali. L’azione evanescente dell’assessorato, che compie i suoi primi cinque anni di vita, e’ un disastro a tutto tondo poiche’ oltre ad affermare il fallimento delle politiche culturali senza capo ne’ coda, ci ricacciano nel medioevo culturale, epoca in cui era sufficiente qualche mangiafuoco o qualche giullare di bassa lega per soddisfare il palato del popolo analfabeta. Il punto critico della questione e’ che qualcuno crede che la gente a Triggiano porti ancora l’anello al naso o viva nelle caverne, rispetto a chi porta al collo dei catenacci, imprigionato da logiche che sono oggi del tutto anacronistiche e fuori tempo. Nel dettaglio degli eventi e’ poco conveniente addentrarsi perche’ e’ davvero frustrante e deprimente, ma dobbiamo farlo per dovere di cronaca, assicurandoci anche in questo frangente chili di odio e litri di antipatia. Al nostro “ciambotto”, sicuramente piu’ saporito, troviamo di tutto: alcuni appuntamenti di elevato contenuto culturale, per questo incomprensibili al popolo bue e a pecorecce manifestazioni rievocative, dagli improbabili re magi dell’Epifania che si confondono con una banda di caballeros in costume, ai cori dell’Antoniano ultra ottantenne con buona pace di mago Zurli’ che si esibisce nelle case della salute. Ma di varieta’ di pesce ce n’e’ a iosa perche’ scopriamo che e’ opportuno sorbirsi anche il genocidio armeno quando abbiamo l’Isis dentro casa, un collegamento skype con Rovaniemi nella speranza che Babbo Natale abbia l’Adsl, una tombolata, e nel cuore dell’inverno un sogno di mezza estate. Ma Babbo Natale a quanto pare si palesera’ anche in un negozio di cellulari, con una mission educativa finalizzata all’utilizzo di smartphone di ultimissima generazione. Si prosegue nello sfrenatissimo e caleidoscopico programma con la benedizione di una statua, qualche caldarrosta in una sagra gia’ portata via dal vento, gli immancabili occhietti di Santa Lucia che ci auguriamo facciano vedere meglio il grado di miopia, e note musicali di vario genere, sparse da una parte e dall’altra del paese e delle parrocchi, fra orchestre, marstri benemeriti e gruppi di derivazioni varie. Direi che al peggio non ci possa essere limite e che questa bruttura renda l’idea del Ciambotto dell’Assessore e dall’Ufficio Cultura del Comune di Triggiano in un epico sodalizio in grado di organizzare e coordinare un rassemblemant dal gusto kitch. Se lo avessero fatto in Peru’ o in qualche localita’ contadina della Cecenia forse il consenso sarebbe stato garantito. Alla fine un pensiero da dedicare come una preghiera davanti ad un lumino accesso (siamo nelle settimane dell’Avvento) a Edward Mani di Forbice che nel presentare il programma Natalizio ha sottolineato il mix di eventi ideato per raccogliere i gusti di tutte le eta’. E’ vero, di tutte le eta’, dai 95 in su.

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