Replica della prof. di filosofia Rosa Pastore (STP) : ” e’ tutto falso “.  Poi passa alle vie legali, cita la Cassazione e sale in cattedra

Riporto la replica della prof.ssa Rosa Pastore a capo del Consiglio di Amminastrazione della STP a seguito dell’articolo pubblicato su questo sito dal titolo :”Debutto in Consiglio, Perrellone ai giovani assessori:”indubbia incompetenza politica e amministrativa”

La circostanza che lei cita: “è sufficiente dotarsi di auricolari e smartphone per ripetere in consiglio di amministrazione….” è assolutamente falsa e per tale motivo ho già adito le vie legali. Ma, d’altra parte, le montature giornalistiche servono a strumentalizzare, camuffare e ribaltare situazioni completamente diverse.Evidenzio, inoltre, che la sottoscritta ha diversi anni di esperienza nell’ambito amministrativo per precedenti attività documentate, oltre ad aver svolto compiti di tale natura anche nel contesto nella pubblica amministrazione con profili che attengono alla sfera gestionale, all’ambito della amministrazione digitale, dell’innovazione e della formazione, oltre ad essere giornalista pubblicista dal 2004. Tutto documentato.

Inoltre, perché l’attività giornalistica non confligga con i diritti della persona, deve attenersi a tre princìpi generali fissati dalla Cassazione con la sentenza n. 5.259 del 1984:

della verità oggettiva della notizia o preventivo serio accertamento della sua veridicità

dell’esistenza di un chiaro e desumibile interesse pubblico alla conoscenza dei fatti in relazione alla rilevanza degli stessi per la collettività e la formazione dell’opinione pubblica

rispetto dei limiti generali dell’obiettività e della continenza, senza travalicare da un’esposizione e da una critica civile.

Verità, pertinenza e continenza, princìpi ai quali la Legge sulla privacy (675/96) ha aggiunto il principio della essenzialità dell’informazione, cioè non deve essere superflua rispetto al contesto dei fatti che il giornalista riferisce.

Gli altri princìpi, di natura etica e deontologica, sono contenuti nella “Carta dei doveri del giornalista”, nella “Carta di Treviso” e nel codice di deontologia.

Tutti questi codici comportamentali, in sede disciplinare, per i giornalisti hanno forza di legge.

Per approfondimento sull’utilità dei suoi servizi, aggiungo questo link:

“I mezzi di comunicazione di massa producono un sacco di danni alla politica.

La cosiddetta media logic – ossia, in sintesi, la necessità che i mass media hanno di stare sul mercato, “vendendoci” le notizie – spinge giornali e tv a trasformare ogni avvenimento e ogni settore della società in un mix di sensazionalismo, personalizzazione, banalizzazione, voyeurismo, gossip. In una parola: spettacolo. Come diceva Guy Debord, nulla sfugge dalla logica dello spettacolo, è come un blob che avanza e si mangia tutto. Se non ci si adegua a quella logica, semplicemente non si vende alcuna informazione. Perché non intrattiene e nessuno la “compra”.”

http://www.glistatigenerali.com/partiti-politici_roma/raggi-abbaglianti-le-responsabilita-dei-media/

Per ultimo: non faccia come il suo collega che non ha pubblicato un mio commento ad un servizio da cui ha preso spunto.

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