Rifiuti a Triggiano: parole, opere mancate e colpevoli omissioni

Il tema dei rifiuti e’ uno fra gli argomenti piu’ dolenti di questa campagna elettorale. E continuera’ ad essere il piu’ dibattuto perche’ colpisce la sensibilita’ dei triggianesi che dai rifiuti sono letteralmente accerchiati. Nei prossimi giorni potrete seguire un docufilm nel quale si evidenziera’ lo stato di abbandono nelle campagne e nei punti piu’ disparati del paese. Ci vien da dire che a Triggiano la raccolta differenziata si fa, ma in campagna. Altro che porta a porta, una soluzione che ha peggiorato la situazione generale e che ha dato origine al fenomeno dell’abbandono smisurato di rifiuti di ogni genere, speciali e non, alcuni anche pericolosi. Possiamo con estrema chiarezza affrontare il problema della incivilta’ nei confronti della quale non si e’ saputo contrapporre un adeguato strumento di vigilanza e di controllo, nonche’ la mano pesante delle sanzioni che andrebbero utilizzate come deterrente. In questo quadro si inserisce un problema cronico legato al servizio offerto dall’impresa deputata alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. Molti cittadini sui social lamentano grossolane disfunzioni, ma soprattutto certificano con le loro foto il livello di degrado ambientale a cui siamo esposti nonostante l’azienda in questione sia stata pesantemente sanzionata dalla amministrazione uscente. Non e’ sufficiente e soprattutto in prospettiva e’ difficile credere che una filosofia green di ecosostenibilita’ quale quella dei “rifiuti zero” non solo puzzi di propaganda ma  possa realmente attecchire se non prima aver messo in atto un puntuale ed efficace sistema di controllo e di verifica. E’ indubbio che le pratiche virtuose a cui si richiama qualche candidato possano suggestionare l’elettore, ma la concretezza e’ altra cosa quando sappiamo perfettamente che le disfunzioni vengono generate da un servizio che non e’ all’altezza del compito. Ma qui entrano in gioco altri fattori che chiamano in causa il sistema degli appalti e della “coincidenza” che vuole l’impresa locale detentrice del servizio da oltre 20 anni e della sua “vicinanza” d’area al centrosinistra che governa quasi ininterrottamente da 23 anni.  Impresa che ha avuto modo di entrare anche nell’amministrazione comunale, testa e piedi compresi. Mi auguro che le idee sul riciclo e sul riutilizzo del materiale di scarto secondo protocolli arcinoti adottati anche dai nostri vicini di casa, si materializzino in pratiche concrete e fattibili, piuttosto che arenarsi  nella palude delle citazioni ad orologeria che arricchiscono le pagine di un programma elettorale e che muoiono il giorno dopo. I fatti lasciano propendere per la seconda ipotesi  mentre lo status attuale della raccolta di rifiuti a Triggiano paga enormemente lo scotto di un “porta a porta” da ripensare. I dati e le percentuali lo dimostrano: Triggiano ha una percentuale di differenziata per nulla premiante e questo determinera’ prima o poi un appesantimento delle tariffe per via della Ecotassa regionale. E’ evidente che prima di arrivare ai “Rifiuti Zero”  la strada da percorrere e’ ancora in salita. Mi accontenterei di strade piu’ pulite e di un servizio di spazzamento piu’ puntuale. Sarebbe un primo passo molto piu’ praticabile rispetto all’esercizio dialettico fatto di proclami e di idee copia e incolla. 

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