Sanità : Dattoli con le valigie, ultima fermata Lecce

Corsi e ricorsi della storia. La sua carriera nella sanita’ regionale aveva avuto inizio proprio nel Salento all’epoca di Raffaele Fitto. L’ex governatore pensando alla fedelta’ di Vitangelo Dattoli che era passato nel centrodestra piu’ per calcolo che per passione, gli assegno’ la direzione di una Asl nel sud della Puglia. Ma poi come spesso accade dovette ricredersi in seguito al cambio di casacca dell’ex sindaco di Triggiano. Il problema della collocazione di Dattoli nella mappa dei direttori generali delle Asl in Puglia sara’ uno dei tormentoni che a partire dai prossimi giorni animera’ il confronto politico all’interno dei partiti di maggioranza. L’ex sindaco di Triggiano (per due mandati consecutivi) legato da antichi vincoli di amicizia e di appartenenza partitica a personaggi come il gia’ senatore della Repubblica Alberto Tedesco e il sindaco di Bari Antonio Decaro, entrambi col pedigree socialista, sarebbe pronto a fare le valigie e a lasciare la direzione generale del Policlinico di Bari per andare a dirigere la Asl di Lecce, possibilmente a bordo di un trenino delle Ferrovie Sud Est su binario unico. Questo sarebbe il messaggio educato che gli avrebbe fatto indirettamente pervenire il governatore Michele Emiliano il quale e’ in procinto di sfogliare la rosa dei nomi per una vera e propria rivoluzione ai vertici delle aziende sanitarie locali e i cui rapporti con Decaro non sono dei migliori. I primi direttori generali ad andare in scadenza sono quelli degli istituti oncologici di Bari e di Castellana Grotte, a seguire il Policlinico di Bari. Voci di corridoio dicono che Dattoli, il quale non gode di grande stima da parte ad esempio del Movimento 5 stelle e dello stesso governatore pugliese (che in occasione delle amministrative triggianesi aveva cancellato Triggiano dai tour elettorali), sarebbe non proprio entusiasta di recarsi ogni giorno nel capoluogo salentino per guadagnare prima del pensionamento ormai prossimo quasi 150mila euro di stipendio. Se non altro, questa la motivazione, per portare a compimento il piano di edilizia sanitaria di uno dei piu’ grandi nosocomi d’Italia. Ma d’altra parte se nei ruoli apicali della pubblica amministrazione e’ previsto un principio di sana rotazione come consigliato da Cantone dall’Anticorruzione, e’ bene lasciare ai posteri le carte di appalti per lavori, servizi e forniture del Policlinico barese nel quale Dattoli dopo essere entrato come direttore sanitario e aver scavato la fossa ad una manager proveniente dal Politecnico, per due mandati consecutivi ha ricoperto il ruolo di direttore generale non senza scosse, tribolazioni e denunce (indirizzate a chiunque). Il suo successore, sempre secondo voci di corridoio, potrebbe essere una professionalita’ esterna proveniente da fuori regione. Nei mesi scorsi negli stessi ambienti regionali viaggiava l’ipotesi che Dattoli dopo il commiato potesse essere mandato in esilio nella vicina Basilicata, terra nella quale ha stretto rapporti politici e professionali. Le decisioni non sono pero’ definitive, la nuova mappa degli incarichi la conosceremo probabilmente entro la fine di settembre. Al momento e’ tutto come una grande lotteria.

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