Sanita’ pugliese, all’ombra della presunta “cupola”  reati quasi tutti prescritti. Processo farsa con Schiraldi (Pd) tra gli imputati

Finche’ non c’e’ condanna tutto e’ presunto. E  bisogna attendere i tre gradi di giudizio per stabilire se uno e’ un furfante certificato oppure no. Se il ladro puo’ definirsi tale oppure e’ un presunto ladro, comunque innocente fino a prova contraria. Sia chiaro ! E cosi’ accade che nel processo-farsa sulla “presunta” malagestione della sanità pugliese in cui è imputato l’ex senatore Pd Alberto Tedesco e tra questinfigura anche il giovane Adolf, sono prescritti 23 dei 25 capi d’imputazione contestati. Avete capito benissimo e non c’e’ nessun errore di trascrizione.  Lo ha detto oggi in udienza il presidente del collegio dei giudici dinanzi al quale si sta celebrando il processo nei confronti di 18 persone. Il Tribunale quasi certamente chiudera’ i faldoni negli archivi marci di via Nazariantz  e brucera’ le intercettazioni telefoniche costate centinaia di migliaia di euro in danno dei contribuenti italiani senza un nulla di fatto, ma con un bel marameo. A gennaio prossimo il Tribunale dichiarera’ il non luogo a procedere per prescrizione, accadra’ esattamente il dieci gennaio con una Befana posticipata che ai “presunti” furfanti portera’  ricchi premi e cotillons e la soddisfazione di una impunita’ che, eccezion fatta per i veri innocenti, e’ una autentica beffa in nome della legge e del popolo italiano. Gli unici due reati che resterebbero in piedi, ma sono altrettanto claudicanti,  sono l’associazione per delinquere e un episodio di concussione consumato nel 2009, contestati a 10 imputati. Tedesco, per gli amici  “lupo Alberto” che in quegli anni era assessore alla sanita’ del governo di papa’ Vendola, è accusato di avere fatto parte della “presunta” cupola che in un quinquennio avrebbe gestito la sanità in Puglia. Una vera e propria rete che secondo la Procura di Bari, gestiva e controllava il malaffare attraverso le solite gare di appalto pilotate che venivano dirottate verso imprese e imprenditori collegati agli ambienti politici. Tutto questo, nelle ipotesi ormai “bizzarre e stravaganti” della Procura, per portare voti e prebende al senatore in occasione delle competizioni elettorali. I reati sono vari e a vario titolo riguardano dirigenti asl e imprenditori ai quali vengono contestati l’associazione per delinquere e la concussione, unici reati ancora in piedi e per i quali e’ imputato anche l’ex candidato sindaco Pd di Triggiano Adolfo Schiraldi trombato nel giugno scorso dagli elettori. Per quanto riguarda l’abuso d’ufficio, corruzione, falso, turbativa d’asta, truffa, peculato e rivelazione del segreto d’ufficio, tutto e’ andato a remengo ovvero in prescrizione.   Il processo prosegue stancamente nella piena consapevolezza che nessuno sara’ condannato.  L’inchiesta della magistratura barese suscito’ all’epoca grande clamore mediatico e portò nel febbraio 2011 all’arresto di cinque indagati. Successivamente  ai domiciliari ci fini’ anche il senatore Pd ma le ferie forzate durarono 12 giorni. Tutto e’ bene quel che finisce bene in questa italietta dei diritti negati e di una giustizia ingiusta nella quale ad essere beccati e severamente condannati saranno soltanto e unicamente i ladri di galline. Gli altri rimarranno sempre e comunque “presunti ladri” con i guanti di velluto. Ma non e’ il caso del nostro Adolf. 

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