Schiraldi  da’ i suoi “numeri”, Perrelli (forse) perde il seggio e Bubba diventa patrimonio Unesco 

Il teorema di Adolfo. Chiameremo cosi’ la dissertazione matematica di Schiraldi che al cronista locale della Gazzetta ha dichiarato che in fondo il suo non e’ stato un insuccesso, anzi una debacle, ma un risultato piu’ che onorevole nonostante sia stato sempre in trincea dovendosi difendere da una campagna denigratoria continua e martellante. Denigratoria per il semplice fatto che egli e’ imputato in un processo e che molti glielo hanno ricordato. Punto. Insomma Schiraldi che vuole uscire a testa alta come le lumache dopo l’acquazzone, esce invece con le ossa rotte, con l’armatura ammaccata e senza assicurazione da far riparare al suo carrozziere di fiducia, ma pur sempre integro nella sua specchiata moralita’ e pronto a dare battaglia dai banchi dell’opposizione munito di aerplanini e barchette di carta. Sia chirissimo. Ci vogliamo credere questa volta , sia davvero chiaro, ma sui banchi di scuola per uno come lui abituato al comando del sottobosco politico nelle camarille e a gestire il potere, non sempre e’ facile cosi’ come non e’ stato facile mandare a memoria un programma elettorale raffazzonato, talmente creativo da farlo diventare un puzzle di pessima fattura che solo un filosofo napoletano come Bellavista poteva giustificare in modo davvero partenopeo attribuendogli la peculiarita’ della “ricerca” piuttosto che del plagio reiterato. In una condizione psicologica che richiederebbe qualche mese di terapia di gruppo per la coalizione targata Pd-Maurodinoia, entra in gioco il teorema matematico. Quello dei numeri sparati a baloon che purtroppo non quadrano. Forse per effetto della calcolatrice a basso efficientamento energetico, apprendiamo dalla Gazzetta che il distacco dal diretto avversario Donatelli sarebbe di appena 350 voti circa. Questo dato risulta assai contraddittorio rispetto al fatto che il comitato elettorale di Schiraldi la notte dello scrutinio, gia’ a luci spente sul sipario della fattoria ia-ia-o si e’ trasformato in un cimitero collettivo con tanti lumini accesi dopo l’improbabile danza tribale al dio ballottaggio. Ma per fare i conti giusti abbiamo scomodato ancora una volta il nostro Noe’ dei polli, abile investitore finanziario del passato e sgozzapolli. E con grande sorpresa abbiamo scoperto che la differenza in cifre e’ enorme rispetto a quella dichiarata dal sindaco perdente. E si’ perche’ la differenza tra Donatelli e Schiraldi, di ben 12 punti percentuali, pesa per quasi 2mila preferenze. Il dato si assottiglia a 692 se ai voti di Schiraldi sommiamo quelli della famiglia allargata e unioni civili di Mastrolonardo dei duestelle e dei comunisti con la falce e il martello pneumatico. Una analisi di questo genere appare ai limiti della serieta’, della coerenza e della correttezza nello sparare cifre inesistenti come se fossero i numeri della cabala. Sistemata la questione delle quattro operazioni e delle tabelline fin qui dimostrata, sorvoliamo con il nostro drone la sede dei democratici triggianesi. Il segretario Campobasso, schivo e tenebroso di suo, appare ancora piu’ rabbuiato tanto da far spaventare anche il sole che si stiracchia all’alba del nuovo giorno. E’ plausibile che come timoniere (ufficiale) della zattera democratica rassegni le dimissioni dall’incarico a causa della bancarotta elettorale. Ma a tale proposito e’ opportuno precisare che agli occhi degli opinionisti, Campobasso non puo’ diventare, data l’eta’, l’agnellone sacrificale. Non sarebbe giusto poiche’ tutti sappiamo, anche se dovesse arrivare la smentita ufficiale tra qualche minuto, che la candidatura di Schiraldi e’ stata imposta dal dattolificio il quale in questa circostanza non aveva la stiva piena. Quindi se c’e’ fraudolenza, il reato e’ da ricercare in qualche altra parte. La dimostrazione plastica deriva da un paio di considerazioni anch’esse matematiche: Campobasso in quanto candidato e’ stato trombato alla pari di un’altra futura promessa del Consiglio Comunale, entrambi sponsorizzati dal Policlinico barese. Ma purtroppo la giostra questa volta si e’ fermata a vantaggio, per portare un altro esempio, del gia’ vicesindaco Antonella Ruta che in questa circostanza, nonostante sia stata rottamata da Dattoli, ha ottenuto in maniera autonoma una buona performance, lasciando dietro di se’ tanta gente, compresi ex assessori che da un decennio non riescono ad ottenere piu’ di una ottantina di voti, che erano gia’ morti ma non sapevano di esserlo. Detto questo, e detto anche che nel Pd locale ci si aspetta una qualche resa dei conti, pare che un altro dente stia per cadere e che il prossimo Consiglio Comunale non si addormentera’ sulle soporifere e ammorbanti requisitorie di Vito Perrelli finito all’opposizione con Sud al Centro. I conti non tornano a Fortunato il quale avrebbe riscontrato un errore lapalissiano nella sezione numero 30 dove vi sarebbe un mancato riscontro tra verbale e tabulati di trascrizione. Questo significa che Fortunato, schede alla mano, sarebbe eletto con una differenza di otto preferenze rispetto a Perrelli. Al netto della caduta di Perrelli il vero vincitore rimane Bubba destinato a diventare patrimonio Unesco. Lui si che potra’ bussare all’ufficio di Emiliano per chiedere una candidatura della nostra Anita al Parlamento. Cosa volete di piu’ dalla vita , le vie del Signore sono infinite, compresi tratturi impervi e sentieri nascosti. Procura permettendo. 

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