Schiraldi dal palco:”Sia chiaro !”, l’hashtag diventa virale

Sia chiaro. Il candidato lo ha ripetuto una ventina di volte nel suo discorso di apertura e di chiusura della manifestazione nella quale, come in una passerella di alta moda sotto le stelle, hanno sfilato i candidati che hanno deciso di metterci la faccia. Lo hanno fatto a vario titolo, fra chi ci crede davvero, chi tirato per il bavero della giacchetta, chi per opportunita’ e chi per devozione o se volete per “costrizione”. Ma lo show, sia chiaro, e’ stato aperto da uno Schiraldi per nulla sereno dopo l’intervento a gambatesa del Movimento 5 Stelle regionale (quello locale ha preferito tenersi fuori, almeno fino a ora) e nel mentre la notizia, in serata, e’ stata battuta in prima pagina dai quotidiani e Di Maio era a Brindisi per parlare della doppia moralita’ del Pd. Sia chiaro, Schiraldi ha compreso che la questione del suo problema con la giustizia, che tutti auspicano possa definirsi positivamente, e’ tornato come una bomba a orologeria, deflagrando nella serata dedicata alla presentazione in piazza della coalizione. Dal palco sono partiti attacchi all’avversario sulla presunta promessa di posti di lavoro, mille circa, che di questi tempi diventa materia molto scivolosa avendo in seno nella propria coalizione veri e propri campioni olimpionici, bravi nel vendere frigoriferi in Alaska o promettere cose che non esistono. Tutti lo sappiamo, e tutti lo sanno. Sia chiaro. E’ altrettanto evidente che il clima di questa campagna elettorale nei giorni a venire diventera’ ancora piu’ rovente e si giochera’ sul piano della doppia morale del partito democratico che utilizza a proprio uso e consumo, o a seconda della convenienza, l’opportunita’ di candidare i propri uomini a prescindere da regole etiche. Schiraldi, sia chiaro, ha rivendicato con rabbia onesta’ e dedizione, tratteggiando in una infuocata arringa la l’impegno politico e la sua condotta immacolata che ha caratterizzato l’attivismo dai tempi di Mani pulite a oggi, promettendo di andare a rispolverare carte e pergamene dagli scantinati del Municipio, con progetti bloccati (vedi un po’ che il centrodestra ha governato per quattro anni) pronti per essere realizzati. Anche lui si e’ qualificato come un cittadino che attende “giustizia”, il suo mentore Dattoli lo ha definito da sempre un’altra vittima della giustizia. E il processo che lo vede imputato con l’accusa di concussione, e che nel 2011 ostacolo’ la sua candidatura a sindaco, va ignobilmente avanti da cinque lunghi anni. Sia chiaro, la questione non puo’ passare inosservata, cosi’ come e’ da prendere atto che il Pd triggianese in questo lustro non abbia avuto la capacita’ di rigenerarsi rimanendo “vincolato” alle aspettative politico-carrieristiche di Vitangelo Dattoli che in questa circostanza sono legate ad altre aspirazioni, visto il connubio con Sud al Centro, formazione politica che cerchera’ in tutti i modi di imporsi come primo partito della coalizione Pd-Maurodinoia e che segnera’ la fine del regno e dell’egemonia. Sia chiaro, Schiraldi non ha fatto alcuna menzione della vicenda giudiziaria reclamando (giustamente) solo giustizia, qualche particolare in piu’ avrebbe potuto offrirlo come segnale di trasparenza, ma del resto anche i riferimenti al suo programma politico mai costruito in officina, ma confezionato come un pacco regalo, sono stati fin troppo generici, dalla politica dei rifiuti zero al verde e ai parchi, alle piazzuole per i bambini che giocano e alle attivita’ culturali dal lunedi’ alla domenica. Sia chiaro, troppo o troppo poco, lo diranno i fatti o sara’ un gran bel libro dei sogni. Molto simile a quello chiuso dal centrosinistra che governa da 23 anni e del quale egli e’ direttamente o indirettamente un protagonista. Sia chiaro, la serata e’ stata parecchio nervosa, Schiraldi ha detto in chiusura “sto zitto e oggi mi hanno fatto girare le scatole, sia chiaro”. E alla fine nel tripudio generale, ci stava pure un “Vi dovete sciacquare la bocca”. Sia chiaro, parola di Adolf. 

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