Si vede talmente tanto che è brutto anche a vedersi. Il cesso

E’ un cesso celestiale. Talmente brutto a vedersi che nessuno ha pensato fosse stato meglio mimetizzare la pubblica latrina, una bruttura architettonica ristrutturata ma non per questo resa più esaltante nella sua “bellezza”. Tanto più che il colore scelto, non saprei da chi, forse rimescolato da qualche pitturazione avanzata, si impone come elemento di rottura nel contesto di Piazza Vittorio Veneto ove il verde è da sempre dominante. Dunque si sarà pensato di esaltare la pubblica latrina e di renderla evidente come un pugno nell’occhio senza immaginare che forse integrarla nella vegetazione circostante poteva essere una soluzione più intelligente e soprattutto più appropriata.  Un critico come Vittorio Sgarbi che non ha peli sulla lingua la definirebbe,  in ragione dell’uso insito,  una “cagata”.  Questa volta perfetta. Una idea più originale che però nell’ufficio tecnico comunale scarseggia quanto a creatività, poteva essere quella di dipingere la struttura con murales vegetativi. Magari la raffigurazione di un  banano, o di alberi da cocco o ananas immersi nella vegetazione. Sicuramente avrebbe ottenuto una resa migliore offrendo uno spazio artistico e creativo a giovani talentuosi che avrebbero potuto offrire il loro contributo. Purtroppo abbiamo mancato un’occasione. Quel colore è stato forse scelto mentre qualcuno era seduto… e non ha avuto il tempo di pensare…

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