Terrore sulla Rambla, pena di morte per i terroristi in Europa

A Barcellona i sostenitori dell’Isis esultano e celebrano la strage che non ha ancora una cifra ben precisa. Si parla di una dozzina di vittime ma come sempre accade in queste circostanze sono numeri molto ballerini. La conta dei morti e dei feriti arrivera’ nelle prossime ore. I terroristi sono asserragliati in locali pubblici e probabilmente hanno anche degli ostaggi. La Rambla frequentata da migliaia di turisti si e’ trasformata in un teatro di morte come accaduto in Francia. Abbiamo concittadini rinchiusi nei bar, asserragliati per il terrore di essere uccisi. Le modalita’ dell’attacco terroristico sono analoghe a quelle utilizzate a Londra. Il solito furgone lanciato ad alta velocita’ ha falciato chiunque si fosse trovato sulla sua traiettoria. Ancora una volta si sparge sangue in Europa e ancora una volta ci ritroviamo a piangere morti, assolutamente incapaci di reagire di fronte ad un modus operandi che non puo’ trovare soluzioni se non raccoglierci nelle condanne, le esacrazioni e i telegrammi di cordoglio dei capi di stato. Immaginate anche il dramma e il terrore di chi ha il proprio figlio o figlia in vacanza, di chi compulsivamente e’ alla ricerca di un contatto, di qualcuno che dall’altro capo del telefono possa rassicurare le famiglie in ansia. Tutto questo e’ difficile da accettare. Altrettanto emotivamente non puo’ trovare spazio neanche il sentimento del perdono cristiano quanto piuttosto il desiderio forse irrazionale che la pena di morte sia la risposta piu’ decisa e determinata per i terroristi.

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