Triggiano: grillini allo sbaraglio, la solitudine dei numeri “primi”

Le trasformazioni all’interno del Movimento fondato da Grillo e Casaleggio sono sotto gli occhi di tutti. Alcune considerate positive, altre con indubitabili riflessi negativi sul territorio, fino ad arrivare gradatamente, anche a livello locale con il caos non regolamentato dei Meetup (vi invito ad andare sui Forum per comprendere ciò che accade) dove gli attivisti, quelli col pedigree, si dovrebbero riconoscere dagli altri per il solo fatto di avere cinque stelle tatuate sul braccio che poi faranno fatica a togliere qualora dovesse verificarsi qualche “mutamento” genetico, oppure di godere del sostegno di qualche parlamentare-padrino il quale, operando secondo gli antichi metodi dei vecchi marpioni democristiani della Prima Repubblica, cerca di garantirsi la sua prossima elezione in Parlamento esponendo il Movimento a infiltrazioni di vario genere. E’ quanto raccontano molti attivisti con le loro testimonianze e le loro esperienze, creando un ingorgo che prima o poi diventerà di pubblico dominio. Resta il fatto che la non voluta strutturazione di un Movimento che vive di democrazia liquida e che di facciata risulta aperta alla libera partecipazione, nasconde delle insidie e prima o poi si incanalerà in un processo degenerativo con annesse forme di cannibalismo. La centralità delle decisioni, su scala nazionale, di recente è stata estesa a un Direttorio, con un garante, Grillo per l’appunto. Ma viene da chiedersi allora chi è ora il capo politico e soprattutto chi garantisce l’osservanza delle regole del Movimento ai vari livelli: nazionale, regionale e provinciale e se ancor peggio non esistono più neppure delle garanzie certe poiché alle tante domande di iscritti e simpatizzanti non arrivano risposte. Spunta fuori allora la figura dell’imperturbabile Casaleggio, il quale è sempre stato considerato come la mente strategica e ideologica, poiché tutte le decisioni politiche partono da un non-leader carismatico poco consono al sorriso, anzi tutt’altro. Un vero leader nelle democrazie diventa reale forza di trascinamento, crea consenso e legittimazione. Caratteristiche che Grillo possiede, rispetto a Casaleggio assolutamente invisibile sulla scena pubblica, ma che piuttosto schiva le telecamere, e che però decide e decide anche per tutti gli altri. Si potrà dire tutto il peggio possibile del Cavaliere o di Renzi o di Salvini e della loro esposizione mediatica, ma sono persone che la faccia ce la mettono ogni giorno. Nel caso del MoVimento, invece, abbiamo una forza politica pilotata da chi ha la sala comandi del blog in grado di esercitare e se vogliamo di manipolare potenzialmente anche le persone. Un blog che però non vale per tutte le stagioni. Se la piattaforma web sancisce le candidature sulla base di un voto elettronico, ciò non accade ad esempio per le Comunali dove l’attribuzione delle candidature può paradossalmente passare attraverso le forche caudine di gruppi ristrettissimi di attivisti che impropriamente utilizzano il logo del Movimento senza averne titolo in mancanza di “certificazione”, recalcitranti all’allargamento della base partecipativa, ma piuttosto protagonisti di una chiusura selettiva da club dei predestinati. Il caso di Triggiano può essere uno dei tanti esempi, poiché il gruppo composto da un piccolo numero di baldi giovanotti ha subìto una pesante defezione nell’arco di pochi mesi, riuscendo a depauperare il patrimonio umano e di esperienze. Le ragioni non sono note o forse sarebbero da ricercare nella eccessiva radicalizzazione delle idee o piuttosto in una forma di integralismo che in politica non ha mai portato risultati apprezzabili e che poco ha a che fare con la democrazia e con lo strombazzatissimo quanto retorico principio del “uno vale uno”. Del resto una persona come Gianroberto Casaleggio, che non è stata mai eletta e votata da nessuno, controlla il maggior partito di opposizione, imponendo ai parlamentari decisioni prese da lui con il ristretto gruppo del Direttorio, che funge da cinghia di trasmissione per controllare tutti gli altri parlamentari ridotti al ruolo di semplici esecutori, una persona che ormai utilizza la rete che rischia di trasformarsi in strumento di manipolazione delle coscienze e che domani potrebbe addirittura controllare dall’esterno l’intero governo. Stiamo andando verso una nuova forma di democrazia, non quella diretta, bensì quella eterodiretta con una visione nettamente verticistica di pochi eletti da nessuno. Fermo restando il fatto che i principi del Movimento grillino oggi trovano ampio consenso e per molti aspetti sono anche condivisibili.

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