Triggiano: in arrivo 96 migranti richiedenti asilo, a Capurso la Prefettura ne prevede 56

Il bando è scaduto il primo agosto scorso. Ad aggiudicarsi il servizio di accoglienza degli stranieri richiedenti asilo è la Senis Hospes che nella gara ha letteralmente sbaragliato i concorrenti. Oggetto dell’affidamento, a partire dal primo settembre e per una durata di sei mesi, è il servizio di accoglienza ai cittadini stranieri richiedenti asilo presso strutture temporanee di accoglienza con capienza non superiore a 300 posti, messe a disposizione dagli operatori economici. La Prefettura, come riportato sul bando, si riserva la facoltà di ridurre oppure aumentare il numero di persone ospitabili presso ciascuna struttura, anche in relazione al numero dei cittadini stranieri complessivamente ospitati nel Comune di riferimento, nonché in ragione di valutazioni che riguardano la situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il gestore del servizio, e cioè la Hospes, ha l’obbligo di avvalersi di strutture (da individuare se non già esistenti) munite di destinazione urbanistica compatibile con il servizio e ubicate nel territorio della Città Metropolitana di Bari. Ogni struttura potrà ospitare da un minimo di 21 ospiti fino ad un massimo di 120 e dovrà essere nell’immediata disponibilità del partecipante alla procedure. Inoltre dovrà tener conto del rispetto del parametro di 6 metri quadri/ ospite posto letto, con esclusione degli spazi e degli ambienti comuni. La notizia in queste ore ha cominciato a viaggiare sui social provocando nei comuni interessati le prime non proprio positive reazioni. Complessivamente gli stranieri da accogliere in 24 Comuni dell’hinterland saranno 1666. A Triggiano si prevede l’accoglienza di 96 immigrati, 56 a Capurso e in Comuni più grandi ccome Altamura e Monopoli, rispettivamente i numeri sono 138 e 174.

Chi è la Senis Hospes tra appalti, sospetti e inchieste giudiziarie

Ma chi è la Senis Hospes che ha sede legale a Senise con un ufficio di rappresentanza in viale Luigi Einaudi a Bari ? Per comprendere meglio è sufficiente raccogliere informazioni dalla rete. E’ una cooperativa cattolica presieduta da tale Camillo Aceto, molto vicina al centrodestra e che tra i vari centri di accoglienza ha tra le mani il Cara di Foggia e quello di Mineo. Il primo, nel recente passato, è finito sotto indagine dopo un’inchiesta sulle condizioni riservate ai migranti. Ma lo stesso presidente della Senis, ex componente del consiglio di amministrazione di Auxilium ed ex vice presidente de La Cascina coinvolta nell’inchiesta romana di Mafia Capitale, risulta indagato anche dalla Procura di Bari nell’ambito di un’inchiesta sul Cara di Bari Palese e sul business legato all’accoglienza dei migranti e dei richiedenti asilo politico. L’ultimo appalto aggiudicato dalla Prefettura di Bari si tradurrà in un vero affare per la Senis che incasserà 58 mila euro al giorno e in sei mesi porterà in cassa 21 milioni di euro. Senis Hospes nel recente passato ha amministrato anche 7 Cpa e 15 strutture Sprar gestendo l’accoglienza per diverse migliaia di migranti. È in questo modo che la coop ha moltiplicato affari e fatturato a partire dal 2012 fino a superare in un triennio i 15 milioni di euro. Un impero che vive sul fenomeno dell’immigrazione e che nel 2013 avrebbe foraggiato il PdL di Berlusconi con un bell’assegno di 15mila euro finito nelle mani della componente politica legata ad Angelino Alfano, Lupi & Co.

Annunci