Triggiano, la dignità è come una foglia di lattuga

La dignita’ e la correttezza morale non sono degli optional che si acquistano a etti. E non tutti la possiedono, pur camuffando un atteggiamento professionale che induce, da un punto di vista meramente estetico e superficiale, a considerare e a valutare cose e persone in modo diametralmente opposto rispetto alla verita’ che prima o poi viene sempre a galla. E cosi’, dovendo fare un consuntivo che vada oltre la cronaca bislacca di questo paese, si manifesta la natura piu’ autentica delle persone, che siano primi cittadini piuttosto che ultimi. Il peggio arriva quando al vero obiettivo da raggiungere gli si cuce addosso l’abito della legittimita’ e della legittimazione, ma che in politica sottende alla piu’ classica delle fregature. E della meschinita’ vera e propria tratteggiata dalla presunzione nell’esercizio di un potere democraticamente ricevuto, ma ingloriosamente utilizzato quando asservito al beneficio di pochi eletti e non della comunita’ intera. Se rispetto delle regole e delle leggi c’e’ da un punto di vista formale, non vuol dire che un atto o un provvedimento sia moralmente irreprensibile. O ineccepibile. Questo appartiene ad una disciplina che non ha commi o articoli di legge da rispettare secondo un codice ben preciso, quanto piuttosto un’etica da salvaguardare che e’ cosa ben piu’ importante quando si occupano posizioni dominanti. Quando cioe’ qualcuno si assume o dovrebbe assumersi responsabilita’ nei confronti di altri e per il bene degli altri. Il privilegio che pur fa proseliti, produce danni irreparabili quando concesso in forma arbitraria, secondo una scala di valori che si avvita attorno al sistema politico il quale a sua volta si alimenta e si sviluppa dando vita ad un circolo vizioso. E’ analogo al letame usato per concime, e’ vero che fa crescere la lattuga ma e’ pur sempre merda che diventera’ nel suo ciclo naturale nuovamente merda.

Annunci