Triggiano, la minoranza Pd si affida ai quattro moschettieri

Se è chiara la strategia che persegue l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Donatelli, è altrettanto molto evidente quella che turba il sonno dell’opposizione e in particolare dell’ultimo avamposto del Partito democratico di Triggiano che ha deciso di raccontare tutte le emergenze del territorio provocate dall’amministrazione dormiente e insipiente capitanata dal sindaco con la coppola inglese Sir Denicolò. Si parla di interventi che la precedente amministrazione non è riuscita a portare avanti in cinque e sonnolenti anni di ciondolamento istituzionale. Sembra strano infatti che le minoranze a distanza di sei mesi dalle elezioni parlino (spesso a sproposito) di “emergenze” e di “scarsa attenzione al decoro urbano e alla sicurezza stradale da parte della attuale amministrazione”. La dimostrazione del “mandare il cane per l’aia” si concretizza nella proposta presentata in Aula attraverso la quale i quattro moschettieri capitanata dall’Avocado intendono migliorare la qualità della vita dei loro concittadini che si è clamorosamente abbassata, ma aggiungiamo noi dal sonno perenne. La mozione per alcuni aspetti appare molto bizzarra: si chiede lo sradicamento degli alberi secchi sulle vie principali, il rifacimento dell’asfalto deformato dalle radici di pino e l’eliminazione delle barriere architettoniche presenti in “ogni dove” (dunque esistono ed esistevano da decenni). Infine la ciliegina sulla torta, anche la costruzione di un marciapiedi su viale Aldo Moro. Mi pare che non vi sia appello alla stupidità che comunque va perdonata per limite oggettivo a meno che per strani fenomeni della natura, da giugno ad oggi, le radici siano cresciute in maniera spropositata e altra vegetazione sia esposta ad essiccamento rapido, mai innaffiata dal sindaco Donatelli che ogni mattina con la bacinella provvede a portare acqua al verde pubblico. Ridicola, ma soprattutto strumentale la richiesta dei piddini respinta al mittente dalla maggioranza. Meglio sarebbe girare la domanda a chi quegli alberi nel corso di tutti questi anni li ha visti morire lentamente. Una domanda sorge spontanea : dove eravate ? Ma c’è dell’altro a proposito dei riferimenti alle somme spese dalla pubblica amministrazione per alimentare feste e  sagre, manifestazioni e spettacoli che per la prima volta hanno contribuito a creare in paese un clima natalizio. A pensarci bene  dobbiamo dare atto del rigore e della mitezza che ha caratterizzato gli anni precedenti quando la cultura era una cosa molto seria e i contributi elargiti hanno prosciugato le casse in meno di sei mesi. Che lungimiranza. Almeno – diranno molti – c’era la precisa convinzione che regali e regalie, elargizioni e favori, circolavano  senza avere effetti sul territorio. Era tutto  “gnam gnam”.

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