Triggiano, non lucean più i Cinquestelle

E lucean le stelle. Mi correggo, le stelle sono diventate comete a Triggiano dove i pentastellati del Meetup Triggiano in Movimento sembra siano stati colti da crisi di identita’ a pochi mesi dalla tornata elettorale. Tra defezioni, abbandoni, ripensamenti e ritorni, la democrazia fra grillini e’ diventata materia talmente liquida da evaporare nell’atmosfera. Il direttorio sembra essersi trasformato in un tinello dove quattro amici al bar discutono di programmi e mandano a memoria hashtag di vario genere, uno per tutti  “partecipo e decido” e via discorrendo. A colpi di slogan pero’ non si fa una campagna elettorale nella pia illusione che si possa considerare come dogmatico il risultato delle regionali che a conti fatti, se confermato, avrebbe potuto offrire delle ottime chance per giocarsi un eventuale ballottaggio a sorpresa, creando non pochi grattacapi agli altri due schieramenti. Cosi’ non e’ perche’ i principianti della politica fino a qualche mese fa avevano una Pippi Calzelunghe che perlomeno qualche ragionamento se lo faceva, nonostante la sua visione fosse drammaticamente circoscritta ai principi del Movimento secondo la bibbia della Casaleggio Associati che non e’ Dio sceso in terra. . Nel seguito sappiamo com’e’ andata a finire e sappiamo anche che i fatti concreti sono diversi dalle parole e che lo spirito nobile delle guerre di idee e di valori, quando c’e’ una poltrona, si mandano a farsi benedire. Questa e’ la concretezza dei fatti ai quali se ne aggiungono altri ancora piu’ inquietanti. Non tutti sono al corrente della guerra intestina in corso a Napoli per la scelta del candidato sindaco grillino. Un Meetup, quello ufficiale, che si scambia epiteti con un gruppo che da quanto si apprende era segreto ed era nato con l’intento di creare non poche interferenze per modificare la scelta verso uno dei due candidati. Cartellino rosso per la “setta” e magari anche una multa se possibile. Il paradosso a Bologna ove la decisione pare essere stata presa da pochi intimi mentre a Roma Capitale si introduce il sistema delle Comunarie con voto su piattaforma. Insomma pesi e misure diverse che dimostrano una disomogeneita’ di comportamenti rispetto ad una massa di elettori che comunque vedono nel Movimento una strada alternativa in grado di liberarci dai partiti. C’e’ da raccontare che nonostante il web sia lo strumento partecipativo attraverso il quale il popolo grillino e’ chiamato a votare mozioni, proposte di legge, espulsioni e altro ancora, tutto poi finisca in uno strettissimo e lungo collo di bottiglia. Nei cosiddetti Meetup non esistono regole ma si impongono decisioni che la base ignora. Gli stessi metodi del Pcus sovietico, con la differenza che quelli erano comunisti e mangiavano i bambini mentre questi sono vegani. Tornando come meteoriti su Triggiano, la situazione appare impalpabile ed evanescente a parte le foto dei gazebo che mostrano i pochinsoldati rimasti in trincea. La De Marinis sulla quale era ricaduta la scelta del direttorio locale ha innestato la retromarcia. Ma come i neo patentati alle prime esperienze di guida nel traffico, ha addirittura preso un palo, ha abbandonato il gruppo per dissapori interni ma poi e’ rientrata affidando un post nel quale si parla di barche e di navigatori, di sangue e di sudore, di notti insonni manco abbia lavorato nelle miniere. E dunque la scelta del presunto candidato sindaco pare sia andata avanti per esclusione, tra impegni professionali, di studio e familiari. Scendendo scendendo nella lista si e’ arrivati al giovanissimo trainer, se non altro l’unico rimasto e che a meno di brillanti colpi di fulmine dovrebbe essere disponibile al sacrificio e a guidare la pattuglia di una lista nella quale risulta finanche complesso arrivare al numero sedici in lista a meno che non si inseriscano consanguinei, conviventi o coppie di fatto. Non e’ un gran belvedere per la fragilita’ di un gruppo che in precedenza e’ stato severamente colpito da scissioni, abbandoni e disimpegni. Non sanno quel che fanno, diceva un personaggio famoso duemila anni fa. E i grillini a triggiano sono in balie dei marosi e delle correnti , a bordo di una scialuppa che prende onde a dritta e a manca a causa del passaggio dei due bastimenti, il Titanic del giovane Adolf e l’Arca di Noe’ del Donatellum che hanno gia’ acceso i motori. Non c’e’ dunque da rallegrarsi soprattutto per i lunghissimi tempi di elaborazione di un programma politico che sta diventando peggio delle Sagre di Programma organizzate da Emiliano in occasione delle regionali del maggio scorso. Ma alla fine dei conti, dobbiamo metabolizzare la strategia grillina, per cui anche 45 voti saranno un enorme successo. Perche’ saranno i voti di persone pulite. Mi preoccupano gli altri 27mila 950 sporcaccioni.

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