Triggiano, sui social infuria la polemica e volano parolacce. Rissa mediatica tra Razzisti e Buonisti

La storia del razzismo e del buonismo da quattro soldi mi intriga soprattutto quando leggo i commenti che viaggiano sui social e che tornano e ritornano come l'alta marea. Alcuni intelligenti, altri affidati all'impulso di tastieristi bifolchi, o ancora peggio, del trastullamento webeta. Il tutto condito dal giudizio sacerdotale dei saccenti e di una certa categoria di persone che al confronto antepone i giudizi spregevoli e scostumati trasferendo l'argomento della disputa su giudizi personali. Poi ci sono i forcaioli e i professori che pontificano non saprei sulla scorta di cosa e da quale pulpito sgarrupato. Ma tant'e'. Il social che si trasforma in cloaca di istinti e nefandezze riflette quello che siamo senza anteporre freni di buona educazione. Il mediocre prevale e soprattutto prevalgono i luoghi comuni accompagnati da idealismi ipocriti. Sulle ultime vicende di violenze e di violentatori bianchi e di colore, vedi il caso di Gioia del Colle e della 75enne stuprata dal giovinotto che all'esterno di un market si e' offerto per portarle la spesa ci sarebbe molto da dire a parte il turpe gesto di violenza. Ma sostenere schiettamente che il giovinotto che ti dice buongiorno quando entri in ogni supermercato cittadino ti sta sui coglioni e' blasfemo, e per questo il mieloso sentimento buonista, accogliente e inclusivo (a parole) ti etichetta come "razzista" mandando segnalazioni a Facebook e chiedendo provvedimenti alla redazione di una tv nei confronti del direttore che si esprime in termini molto netti. Lo ha fatto di recente un pirla a mezzo mail che si presenta come "triggianesestanco" omettendo le proprie generalita' anagrafiche. L'anonimato, ricordo, e' la forma di vigliaccheria piu' insulsa per la mancanza di coraggio nel metterci la faccia. Ma tornando alle storie di abusi e reati mettiamoci anche quella del parcheggiatore straniero che all'Ikea settimane addietro ha mandato all'ospedale un poveretto, non contento dell'obolo ricevuto e del ragazzotto, sempre di colore, che ha rubato il cellulare ad una adolescente di Triggiano, per l'esattezza un topino di nazionalita' nigeriana. Poi veniamo agli abusi e alle violenze sessuali di maschietti italici perpetrati ai danni di poco piu' che bambine. E qui divampa la polemica sulle questioni di colore, di razza e di razzismo poiche' non vi e' differenza se il reato lo commette un italiano o un nigeriano. Ma stigmatizzare che magari e' un migrante ospite del Cara, suscita maggior sdegno nell'opinione pubblica. C'e' un dato inconfutabile da considerare : se entriamo nelle carceri italiane rileviamo che la popolazione carceraria fra il 30 e il 40 per cento e' composta da cittadini stranieri. Qualcosa vorra' dire anche sul piano dell'integrazione che e' un buon argomento per fare campagne elettorali e per vincere il mongolino d'oro, ma che non trova soluzioni reali nel nostro Paese, tant'e' che l'Europa intera ci lascia sistematicamente col cerino acceso a gestirci gli sbarchi, gli scafisti, i centri di accoglienza, etc… La tolleranza e l'inclusione sociale sono due binari paralleli che vanno di pari passo con la capacita' di un sistema Paese nell'accettare, sostenere e includere. La differenza etnica sarebbe un arricchimento ma nella nostra condizione non lo e' affatto incapaci di favorire l'inserimento sociale in una societa' che viola in primo luogo i diritti dei propri cittadini, che favorisce la ghettizzazione e che in questo modo amplifica i sentimenti di intolleranza. Il migrante e' visto come minaccia. Io dico erroneamente, ma alla prova concreta dei fatti fino ad oggi e' quello che accade. La differenza sostanziale e' che anche noi in passato siamo stati migranti, in principio non e' mancata la diffidenza, ma alla fine nessuno dei nostri compatrioti si e' mai sognato di andare in giro per strada in un Paese straniero come la foto che allego.

Annunci