Triggiano tra arcipelaghi di munnezza e isole ecologiche 

Ho sempre affermato che bisogna studiare e viaggiare. E guardarsi intorno per capire cosa fanno gli altri e soprattutto imparare. In alcuni casi senza fare sforzi con la penna e col cervello, si potrebbe anche copiare. E i cittadini sarebbero tutti piu’ felici e contenti. Della assemblea di ieri abbiamo parlato in maniera esaustiva. Ci sara’ un nuovo aggiornamento dell’incontro e avremo la fortuna di avere al tavolo degni relatori tecnici che dell’isola ecologica conoscono i dettagli. Male non sarebbe se in questa forma di dialogo ci fosse anche l’impresa per una questione di completezza e di trasparenza. Ma ho buone ragioni di dubitare in un paese dove se cominci a parlare e a raccontare la verita’ ti considerano come un monatto. Se ne faranno una ragione signori e signorotti che godono dei silenzi e della fottutissima ignoranza. Chiusa la parentesi dedicata alla lobby che governa questa citta’ vi parlo di pratiche virtuose in tema di munnezza che ha sempre prodotto enormi ricchezze per chi la raccoglie e impoverito con le tasse chi la produce. Ebbene siamo nel 2007 e nel lucchese, che non e’ la Norvegia, gia’ si parlava di “Rifiuto Zero”. Ho letto che il tema giganteggia in un uno dei programmi elettorali. E auspico che non si trasformi in una  domanda: Rifiuti ? con conseguente risposta : “zero…” 

Il Comune dove sono state realizzate tre isole ecologiche e’ Capannori (Lucca)

I rifiuti conferiti nell’isola ecologica vengono pesati e il peso del rifiuto, a seconda del materiale conferito, viene trasformato in punti che i cittadini accumulano su una scheda magnetica. Coloro che a fine anno superano i 500 punti ricevono, come premio, un assegno da 20 euro.
“Come Ascit- afferma il presidente dell’azienda Gatti – stiamo lavorando per migliorare, costantemente, i servizi ai cittadini. In questi giorni abbiamo installato un nuovo software che, collegato al database della Tia, ci consentirà di assegnare i punti utilizzando il codice fiscale invece della tessera. Una scelta compiuta per facilitare gli utenti dell’isola ecologica a ricevere una ricompensa simbolica (un assegno da 20 euro) per la scelta virtuosa concretizzata.

Stando agli ultimi dati, i materiali conferiti in quantità maggiore sono il legno (16 tonnellate mensili), gli ingombranti (8 tonnellate), il ferro (3.5 tonnellate), seguiti dalla plastica (3.4 tonnellate) e da ‘computer e tv’ (2.6 tonnellate). Nell’isola ecologica a Lammari sarà attivato un centro per il riuso, in collaborazione con la Caritas Diocesana. In questo modo sarà possibile riutilizzare mobili o elettrodomestici che, dopo l’opportuna riparazione e sistemazione, potranno continuare a svolgere la loro funzione. Anziché divenire rifiuti, quindi, saranno distribuiti negli alloggi popolari e alle fasce più fragili della popolazione.

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