Valenzano, si riapre il caso Ferri: il Pm impugna l’assoluzione del sindaco Lomoro

I guai giudiziari per il sindaco di Valenzano, Antonio Lomoro, non sono terminati. Il primo cittadino del Comune dell’hinterland barese noto alle cronache per la vicenda della mongolfiera di San Rocco dedicata alla famiglia di un pregiudicato locale e alle presunte richieste di sesso nei confronti di una ragazza disoccupata in cambio di un lavoro, era stato processato con rito abbreviato uscendone indenne. Lomoro era accusato, in concorso con un consigliere comunale, di estorcere all’ex vicesindaca di Valenzano Francesca Ferri mille euro alle elezioni regionali del maggio 2015. Il processo si era celebrato la primavera scorsa dinanzi al gup barese Giovanni Anglana. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dal sostituto Claudio Pinto e dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno i due indagati avrebbero tentato di indurre l’ex vicesindaco “a consegnare loro indebitamente 1.020 euro mensili, somma corrispondente all’indennità percepita per la carica rivestita da Francesca Ferri, non riuscendo nell’intento per rifiuto della stessa”. Lomoro sulla vicenda che lo vede coinvolto insieme con il consigliere Agostino Partipilo, a sua volta rinviato a giudizio nello stesso procedimento penale, ha sempre dichiarato la sua totale estraneità ai fatti denunciati dalla Ferri. Il Tribunale di Bari nel marzo scorso in prima battuta gli aveva dato rapidamente ragione. Un trionfo della giustizia, come lo aveva descritto Lomoro sulla sua pagina Facebook accusando l’ex vicesindaco di aver ordito un vero e proprio complotto politico nei suoi confronti. La storia non è destinata a chiudersi poiché, la notizia è di queste ore, il pubblico ministero ha impugnato la sentenza chiedendo la riapertura del caso in presenza di prove evidenti.

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