Il Sinnico diffidato dai consiglieri del Donatellum. Ma lui nomina il cugino nel Nucleo di valutazione

L’Amministrazione è trasparente, la stessa trasparenza che hanno i vetri appannati dalla condensa. Dietro i vetri col naso appiccicato, il sindaco Vincent che da qualche giorno ha cominciato a battere i pugni sul tavolo, come un bambino al quale si nega il barattolo della nutella. Incaponitosi, com’è suo solito, nel voler assegnare le prebende a otto dipendenti comunali. Regali di fine legislatura da distribuire attraverso lo strumento delle P.O. (posizioni organizzative) che sistemeranno per un po’ le tasche di qualcuno baciato dalla dea bendata, e al quale pioveranno dal caminetto 15mila euro in più in busta paga. Tra i beneficiari anche la consorte di Dattoli, ma per carità è solo un caso poiché a prevalere fra i requisiti c’è l’alta professionalità in un settore, quale quello della cultura, che insieme con l’assessore Caringella ha dato il meglio di quello che poteva dare nelle programmazioni estive e invernali. Nulla accade per caso quando però il primo cittadino viene mollato dai piani alti del Policlinico, e dunque ha pensato di dispensare i doni della Befana nella certezza di costruire attorno a sé un consenso che non c’è più. Non è voto di scambio, ma più o meno la filosofia è la stessa, senza alcun reato. La notizia che peraltro era sfuggita ai più e che risale a due mesi or sono, riguarda anche la nomina dei componenti del nucleo di valutazione. E guarda caso si scopre che uno dei due risulta essere il cugino diretto del sindaco. Se non è una forma di nepotismo questa, ci chiediamo cos’altro possa essere. Tutto naturalmente è stato fatto in solitudine e nel segno della “trasparenza” con il silenzio assenso dei partiti, nessuno escluso. Ma a complicare le cose nelle ultime 48 ore si sono messi sette consiglieri comunali, buona parte di coloro che sosterranno il Donatellum. L’altro ieri non hanno perso tempo a protocollare una bella lettera di diffida rivolta al sindaco per la distribuzione delle posizioni organizzative. Diffida o sfiducia a questo punto ci sembrano termini molto vicini in senso politico. La guerra, o la guerriglia, è appena cominciata nel centrosinistra triggianese. La risposta di Vincent Coppola il Sinnico è stata quella di convocare per le prossime ore una giunta che si preannuncia meno tiepida delle altre poiché il problema adesso diventa di natura politica. Incuriosisce la presenza di Donatelli assessore, probabile candidato sindaco della coalizione ”Minestrone”. Il primo cittadino potrebbe addirittura revocare la delega all’assessore al Bilancio a meno che quest’ultimo non sia altrettanto tempestivo da evitare il benservito e rimettere il mandato dichiarandosi libero da lacci e lacciuoli. Il punto è che l’argomento PO rischia di trasformarsi in un boomerang per questa opacissima maggioranza che comincia a dare segnali di scompenso cardiaco offrendo il “peggio” di sé proprio negli ultimi mesi, alla vigilia delle amministrative. I segnali di caduta massi ci sono tutti, l’unico a non vederli è proprio l’oculista che in questi cinque anni ha sonnecchiato come la principessa sul pisello. Ma nella prevedibilità della classe politica siamo pronti a scommettere che a breve sarà possibile assistere ad un altro spettacolo, lo scaricabarile delle responsabilità da parte di chi, sellini compresi, cercheranno di affrancarsi dalla maggioranza, utilizzando le armi spuntate della propaganda elettorale, inutile a far capire che in questo lustro pur con loro sul ponte di comando, molto poco è cambiato. Per la verità nulla.

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